Da George Clooney ed Ellen Burstyn, scelti per ricevere i due Leoni d’Oro alla carriera, fino a Robert Pattinson, Penélope Cruz, Javier Bardem, John Malkovich, Sam Rockwell, Susan Sarandon, Alicia Vikander, Al Pacino e Catherine Deneuve: Venezia 83 si prepara a riunire alcuni dei nomi più riconoscibili del cinema internazionale, distribuendoli tra Concorso, Venice Open – Fuori Concorso, Orizzonti, Venezia Spotlight e le sezioni autonome della Mostra.
Altrettanto importante è la componente autoriale. Tra i registi selezionati figurano Danny Boyle, Werner Herzog, Hirokazu Kore-eda, Lee Chang-dong, Martin McDonagh, Nanni Moretti, Shinya Tsukamoto, Paul Schrader, Wim Wenders, Luca Guadagnino, Takashi Miike, Tsai Ming-liang, Mario Martone e Gianni Amelio, insieme a numerosi ritorni e debutti dietro la macchina da presa. I nomi indicati di seguito sono quindi quelli legati ufficialmente ai film e agli eventi di Venezia 83 e, di conseguenza, tra i più attesi dell’edizione; mancano le conferme definitive sulla loro presenza, naturalmente, ma salvo sorprese dovrebbero tutti essere presenti come accade generalmente in occasione di uno dei palcoscenici più importanti e ambiti per un artista.
George Clooney ed Ellen Burstyn, i due Leoni d’Oro alla carriera
Il nome simbolicamente più importante dell’edizione è George Clooney, al quale la Biennale ha attribuito uno dei due Leoni d’Oro alla carriera di Venezia 83. Il rapporto dell’attore e regista americano con la Mostra attraversa ormai più di vent’anni, da Good Night, and Good Luck a Michael Clayton, Le idi di marzo, Gravity, Suburbicon e, più recentemente, Wolfs e Jay Kelly. La consegna è inserita direttamente nella cerimonia inaugurale del 2 settembre, prima della proiezione di Ink di Danny Boyle.
Il secondo Leone d’Oro alla carriera va invece a Ellen Burstyn, premio Oscar per Alice non abita più qui e interprete di titoli fondamentali come L’esorcista e Requiem for a Dream. La sua presenza è legata anche a due lavori del programma: recita insieme a Taika Waititi, Pamela Anderson e Murray Bartlett in Place to Be di Kornél Mundruczó e soprattutto nel cortometraggio Flesh Impact di Maggie Gyllenhaal, accanto a Dakota Johnson, Peter Sarsgaard e Sepideh Moafi. Sarà proprio la proiezione del corto ad accompagnare la cerimonia del Leone d’Oro dedicato all’attrice.
Tra i premi speciali spiccano inoltre Luca Guadagnino, destinatario del Cartier Glory to the Filmmaker 2026 in occasione del suo monumentale documentario Joie de vivre, e Serena Rossi, alla quale viene assegnato il Campari Passion for Film Award prima della proiezione di Scherzetto di Mario Martone.
Concorso Venezia 83: da Robert Pattinson a Penélope Cruz e Javier Bardem
È soprattutto il Concorso a concentrare la maggiore quantità di star internazionali. L’apertura è affidata a Danny Boyle con Ink, interpretato da Jack O’Connell, Guy Pearce e Claire Foy; subito dopo arriva Werner Herzog con Bucking Fastard, che riunisce per la prima volta sul grande schermo le sorelle Kate Mara e Rooney Mara, affiancate da Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.
Martin McDonagh costruisce invece uno dei cast più vistosi dell’intera Mostra con Wild Horse Nine: John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Tom Waits, Parker Posey, Mariana Di Girolamo e Ailín Salas. Per McDonagh si tratta anche di un nuovo passaggio veneziano dopo Gli Spiriti dell’Isola e la presenza in Giuria nell’edizione presieduta da Damien Chazelle, mentre Rockwell ritrova il regista con cui aveva già lavorato in Seven Psychopaths e Tre manifesti a Ebbing, Missouri.
Ancora più evidente è il richiamo hollywoodiano di Bunker di Florian Zeller, che porta nel medesimo film Penélope Cruz e Javier Bardem, affiancati da Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger. A questi si aggiunge Primetime di Lance Oppenheim, guidato da Robert Pattinson, con Merritt Wever, Skyler Gisondo e la musicista Phoebe Bridgers nel cast.
Il ritorno di Lee Chang-dong è uno degli eventi cinefili maggiori del Concorso: Possible Love riunisce Jeon Do-yeon e Sul Kyung-gu, con Zo In-sung e Cho Yeo-jeong. Dal Giappone arriva invece Hirokazu Kore-eda con Look Back, mentre Shinya Tsukamoto dirige Mr. Nelson, Did You Kill People?, nel cui cast figura anche Geoffrey Rush.
Molto forte anche la presenza italiana: Nanni Moretti torna in gara con Succederà questa notte, interpretato da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro, Hippolyte Girardot e Melina Åkerman, oltre allo stesso Moretti. Andrea Pallaoro dirige invece The Echo Chamber, che mette insieme Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon; Paolo Strippoli schiera in L’estranea Jasmine Trinca, Romana Maggiora Vergano, Adriano Giannini e Valeria Bruni Tedeschi.
Tra gli altri nomi da seguire ci sono Casey Affleck, questa volta regista di Company, con un cast che comprende Nick Nolte, Ben Mendelsohn e Scoot McNairy; Stéphane Brizé, che dirige Alba Rohrwacher e Vincent Lindon in Un bon petit soldat; Edoardo De Angelis con Vanessa Scalera e Lino Musella; e Nicolas Pariser, che porta al Lido Melvil Poupaud, Chiara Mastroianni e Golshifteh Farahani.
Fuori Concorso: Al Pacino, Toni Servillo, Pamela Anderson e i grandi autori
Venice Open – Fuori Concorso ha un peso quasi equivalente al Concorso per quantità di nomi conosciuti. Al Pacino è tra i protagonisti di Father Joe di Barthélémy Grossmann insieme a Kiefer Sutherland ed Ever Anderson; Mario Martone ritrova invece Toni Servillo in Scherzetto, affiancandogli Serena Rossi e Leonardo Lidi.
Gianni Amelio dirige Alessandro Borghi, Valeria Golino e Valerio Mastandrea in Nessun dolore, mentre Kornél Mundruczó firma uno dei cast più curiosi della selezione con Place to Be: Ellen Burstyn, Taika Waititi, Pamela Anderson, Murray Bartlett e David Wenham. Giovanni Veronesi chiuderà invece la Mostra con Dio ride, interpretato da Pierfrancesco Favino, Silvio Orlando, Alma Noce, Francesco Gheghi e Carlo Cecchi.
Sul fronte internazionale tornano autori dalla filmografia enorme: Paul Schrader porta The Basics of Philosophy, con Jack Huston, Sofia Boutella, Bill Pullman e Dana Delany; Lav Diaz presenta Makikiraan po; Takashi Miike firma il documentario Shumei: The Living Legacy of Kabuki; Tsai Ming-liang torna con Weichen (Dust) e l’inseparabile Lee Kang-sheng; Wim Wenders dedica From Inside Out all’architettura di Peter Zumthor.
La componente non fiction aggiunge Russell Crowe, qui regista di What Love Builds, Alex Gibney con Musk, Amos Gitai, Barbara Kopple, Sergei Loznitsa e la coppia premio Oscar Elizabeth Chai Vasarhelyi e Jimmy Chin. A completare il quadro c’è Luca Guadagnino con Joie de vivre, mentre nei cortometraggi Maggie Gyllenhaal dirige Ellen Burstyn, Dakota Johnson e Peter Sarsgaard e Laura Poitras firma They’re Here insieme a Rachel Lauren Mueller.
Anche la serie Peccato di Valerio Vestoso concentra una parte consistente dello spettacolo italiano: compaiono Emanuela Fanelli, Alessandro Borghi, Valerio Mastandrea, Sabrina Ferilli, Paola Cortellesi, oltre a Paolo Genovese, Ferzan Özpetek, Paolo Virzì, Geppi Cucciari e numerose altre personalità dello spettacolo e della televisione. I più attesi nella sezione sono però i fratelli Gallagher, che hanno già assicurato la loro presenza in presentazione del documentario Oasis: Don’t Look Back In Anger, diretto da Will Lovelace e Dylan Southern, con sceneggiatura curata da Steven Knight.
Orizzonti: Riccardo Scamarcio, Alba Rohrwacher e il debutto da regista di Saoirse Ronan
Orizzonti conserva una vocazione maggiormente orientata alla scoperta, ma l’edizione 2026 contiene comunque diversi nomi di forte richiamo. Anna Foglietta passa dietro la macchina da presa con Una storia, affidandosi ad Alba Rohrwacher, Guido Caprino ed Elio De Capitani; Edoardo Gabbriellini dirige invece La città dei vivi, con Valerio Mastandrea nel cast.
Tommaso Landucci porta I figli della scimmia, interpretato da Riccardo Scamarcio e Fausto Russo Alesi, mentre Alina Marazzi apre la sezione con La ragazza con la Leica, dove Emilia Schüle interpreta Gerda Taro accanto ad Aaron Altaras, Luna Wedler e Thomas Schubert.
La sorpresa più immediatamente riconoscibile arriva però da Saoirse Ronan. L’attrice quattro volte candidata all’Oscar debutta alla regia di un cortometraggio con Paper Plane, inserito in Orizzonti Corti e interpretato da Martha Malone, Clare Dunne e Tim Creed.
Venezia Spotlight: Gael García Bernal, Alessandro Borghi e Valeria Golino
Anche Venezia Spotlight offre alcuni nomi capaci di uscire dal perimetro strettamente festivaliero. Il più evidente è Gael García Bernal, che dirige e interpreta Hombre al agua insieme a Esmeralda Pimentel, Débora Nascimento e Natalia Oreiro.
Sul fronte italiano, Roberto De Paolis Maino riunisce in Serpenti Leonardo Lidi, Alessandro Borghi, Pietro Castellitto e Valeria Golino. Nel film ungherese Földszint (Ground Floor) di Gábor Reisz compare invece Marcello Fonte.
Giornate degli Autori: Catherine Deneuve, Mackenzie Davis e Mia Wasikowska
Le sezioni autonome ampliano ulteriormente la geografia delle star. Alle Giornate degli Autori, il film d’apertura My Notes on Mars di Lili Horvát è interpretato da Mackenzie Davis e Rupert Friend, mentre Robert Guédiguian torna con Une femme aujourd’hui e ritrova alcuni dei volti storicamente associati al suo cinema, tra cui Ariane Ascaride, Jean-Pierre Darroussin e Gérard Meylan.
La selezione annunciata dalle Giornate comprende inoltre Mia Wasikowska, Matilda De Angelis, Luigi Lo Cascio, Sara Drago, Raphaël Thiéry, Giorgio Colangeli, Francesca Archibugi, Suzanne Lindon e Kim Gordon. Particolarmente significativo il film di chiusura Peau d’homme di Léa Domenach, che riunisce Karin Viard e Catherine Deneuve.
Tra gli altri appuntamenti spicca Roberta Torre, che apre le Notti Veneziane con Scarpe rotte interpretato da Barbara Ronchi. Il progetto Miu Miu Women’s Tales aggiunge infine due registe di primo piano come Claire Denis e Mona Fastvold, mentre la giuria ufficiale delle Giornate comprende la cineasta spagnola Carla Simón.
Settimana Internazionale della Critica e gli altri nomi italiani
La Settimana Internazionale della Critica mantiene per natura un’attenzione molto più marcata agli esordi e ai talenti emergenti. Anche qui, però, alcuni eventi speciali portano nomi già conosciuti dal grande pubblico. Il film di chiusura Rider di Roan Johnson e Davide Pavanello schiera un cast che attraversa cinema e musica: Claudio Santamaria, Levante, Rosa Chemical, Kaze, Ensi e Margherita Vicario, insieme a Lorenzo Aloi, Mattia Mor e Kyshan Wilson.