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Guida alla Mostra di Venezia 2026: tutti i film da recuperare prima della kermesse

Altro giro, altri consigli: come in occasione dello scorso Festival di Cannes, siamo tornati a lavorare per voi, affinché arriviate preparati alla prossima Mostra del Cinema di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre. Come di consueto il direttore Alberto Barbera non ha badato a tagli, per quanto concerne i grandi autori in selezione: tra concorso e fuori concorso, maestri del calibro di Herzog, Wenders, Miike, Tsukamoto e Moretti dialogheranno con il pubblico, presentando i loro nuovi progetti.

Per ogni autore, troverete una piccola scheda introduttiva e una breve lista di film (o serial) di sua produzione; i primi due consigli, sono rivolti a chi sta approcciando al suo cinema per la prima volta: sono in breve, un’infarinatura generale per imparare a decodificare la poetica del regista; il consiglio bonus invece, fa riferimento a un’opera da recuperare, qualora conosciate già le basi del cinema del/della regista.

Vi ricordiamo che la nostra redazione sarà, quasi al completo, a Venezia per tutta la durata del festival.

Buona lettura.

Concorso

Nanni Moretti

Copyright: 01 Distribution

Tre anni dopo Il sol dell’avvenire, Nanni Moretti torna a girare un film e per farlo torna sulla scena del delitto: ha adattato un altro romanzo (omonimo) dell’israeliano Eshkol Nevo, come già fatto nel 2021 con Tre piani, ben accolto al Festival di Cannes. Per la prima volta in trent’anni poi, Nanni non è stato sulla Croisette, pare per scelta, rifiutandosi di figurare nel fuori concorso (come anche accaduto a Jarmusch lo scorso anno, che possa avere la stessa fortunata sorte?). Potrebbe essere l’ultimo lavoro del regista vincitore del Leone d’argento per Sogni d’oro (1981) e vedrà nel cast principale Jasmine Trinca e Louis Garrel, oltre ad Angela Finocchiaro e lo stesso Moretti.

Titoli consigliati: Bianca (1984), Tre piani (2021)
Bonus: Santiago, Italia (2018)

Werner Herzog

Tra i massimi esponenti del Nuovo Cinema Tedesco, autore giramondo, che ha saputo portare la sua macchina da presa (spesso rubata) in giro per i cinque continenti, Herzog torna a presentare un film di fiction in concorso a un festival a distanza di quasi un decennio: Fucking Bastard vede Rooney e Kate Mara nei panni di due gemelle che parlano all’unisono e sognano le stesse cose. La sovrapponibilità le porterà poi a innamorarsi dello stesso uomo. Fresco vincitore del Leone d’oro alla carriera (2025), Herzog torna in concorso al Lido puntando alto, dopo aver rifiutato, come Moretti, il fuori concorso di Cannes.

Titoli consigliati: Aguirre, furore di Dio (1972), Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans (2009)
Bonus: Fata Morgana (1970), Apocalisse nel deserto (1992)

Danny Boyle

Copyright: Lucky Red

Con Ink, Boyle torna a girare un film biografico incentrato su un grande (qui anche controverso) comunicatore: se nel 2015 aveva mostrato il dietro le quinte dei momenti cruciali della carriera di Steve Jobs nel film omonimo con Michael Fassbender, nel 2026 ci sta per raccontare dell’ascesa di Rupert Murdock nel mondo dell’editoria e di come l’ha stravolta una volta e per tutte. Ennesima rilettura contemporanea del “mito” della Fox giornalistica per come la conosciamo oggi, si candida a essere uno dei titoli potenzialmente più controversi del festival.

Titoli consigliati: Trainspotting (1996), Steve Jobs (2015)
Bonus: 28 anni dopo (2025)

Hirokazu Kore’eda

Secondo film di Kore’eda del 2026, dopo il fiacco Sheep in the box, visto in anteprima a Cannes, Look back è l’adattamento del manga di culto di Tatsuki Fujimoto, incentrato sulla relazione tra due giovani aspiranti mangaka, con una delle due reclusa in casa, vittima della sindrome da hikikomori. In seguito all’approccio sci-fi visto nel film presentato pochi mesi fa a Cannes, il maestro (che manca a Venezia dal 2019, anno di Le verità) torna ad adottare un approccio realistico, decisamente più consono ai picchi più brillanti della sua filmografia.

Titoli consigliati: After Life (1998), L’innocenza (2023)
Bonus: Un affare di famiglia (2018)

Lee Chang-Dong

Copyright: Netflix

Una leggenda del cinema coreano, da sempre affezionato al Festival di Cannes, torna dopo vent’anni in Laguna per la più controversa delle motivazioni: il suo Possible love è stato prodotto da Netflix, bandita ormai da anni dalla kermesse diretta da Thierry Fremaux (ma d’altronde anche la Berlinale ha chiuso la porta in faccia al colosso dello steaming). Ergo per cui, quella di Lee è una scelta forzata, che potrebbe però portagli fortuna, essendo stato abituato negli anni ai più ambiti riconoscimenti: Leone d’argento nel 2002 per Oasis, Prix du Scenario a Cannes nel 2010 per Poetry).

Titoli da recuperare: Oasis (2002), Burning (2018)
Bonus: Peppermint Candy (2000)

Martin McDonagh

Copyright: Searchlight

Un vero habitué della Mostra di Venezia: i suoi ultimi due film (Tre manifesti a Ebbing, Missouri e Gli spiriti dell’isola) sono stati presentati e premiati in concorso, da dove hanno avuto inizio le loro fortunatissime campagne Oscar. Il regista e sceneggiatore irlandese non smette mai di stupirci, dimostrandoci, opera dopo opera, di essere uno dei più talentuosi scrittori al mondo. E questa volta, per provare a farci innamorare ancora una volta, ha al suo fianco un duo potenzialmente esplosivo: Sam Rockwell e John Malkovich.

Titoli consigliati: Tre manifesti a Ebbing, Missouri (2017), Gli spiriti dell’isola (2022)
Bonus: In Bruges (2008)

Shin’ya Tsukamoto

Copyright: KINOSHITA GROUP, Kino Films Co., Cross Media International

Uno dei maestri del cyberpunk cinematografico, creatore della saga di Tetsuo. Tsukamoto è questo e tanto altro. Autore versatile come pochi al mondo, dopo una carriera lunga quasi mezzo secolo, dirige il suo primo film in lingua inglese: Mr. Nelson, did you kill people? racconta del ritorno a casa di un soldato afroamericano dal Vietnam e della conseguente tortura dello Stress da Evento Post-Traumatico.

Titoli consigliati: Kotoko (2001), Tokyo Fist (1995)
Bonus: Hokage – Ombra di fuoco (2022)

Stephan Brizé

Copyright: I Wonder Pictures

Regista francese sociorealista, noto ai più per la sua trilogia dedicata al proletariato, composta da La legge del mercato, In guerra e Un altro mondo, ha presentato nel 2023, proprio in concorso a Venezia, Le occasioni dell’amore, con Alba Rohrwacher e Guillaume Canet, che in un certo senso ha deviato il percorso del regista, spostando la sua filmografia su binari più sentimentali, dopo aver viaggiato per anni su quelli del mondo del lavoro e della precarietà. Un bon petit soldat vede ancora una volta l’attrice italiana nei panni della protagonista, affiancata dal mitico Vincent Lindon. Il ritorno di Brizé in concorso lascia presagire una possibile menzione nel Palmares, chissà, magari proprio per la Rohrwacher, che a Venezia ha già vinto nel 2014 per Hungry Hearts di Saverio Costanzo.

Titoli consigliati: Le stagioni dell’amore
Bonus: La legge del mercato, Un altro mondo

Fuori concorso – Fiction

Lav Diaz

Copyright: C’est Lovi Productions, Epicmedia Productions Inc, Sine Olivia Pilipinas

Tremate, tremate: il re dello slow cinema è tornato! Con il suo lungometraggio più breve (“appena” 147 minuti di durata) il maestro del cinema anticolonialista filippino tornerà ancora una volta a riflettere sulle conseguenze del colonialismo spagnolo sull’arcipelago asiatico, questa volta ambientando il film nel XVII secolo, epoca segnata da razzie, stupri e costruzione di luoghi di culto cattolici. Per prepararti al suo Let us through, dead ancestors, puoi in ogni caso leggere la nostra intervista a Lav Diaz.

Titoli consigliati: The Woman Who Left (2016), Magellan (2025)
Bonus: Norte, the End of History (2013)

Paul Schrader

Foto: GettyImages for AFI

The Basics of Philosophy riporta il maestro del cinema americano a Venezia quattro anni dopo Il maestro giardiniere e due anni dopo la premiere a Cannes de I tradimenti, con Richard Gere e Jacob Elordi. Indubbiamente, Paul Schrader sta affrontando una fase di forte introspezione ed auto-psicanalisi, come testimonia il suo ultimo lavoro, incentrato su ascesa e morte di un fotografo viveur spezzato dal peso dei rimpianti. Il film è incentrato sulla vita di un professore del Midwest degli Stati Uniti, intento a scrivere un saggio su Spinoza, mentre affronta una profonda crisi esistenziale che riporterà a galla alcuni fantasmi.

Titoli consigliati: Mishima – Una vita in quattro capitoli (1985), Lo spacciatore (1992), First reformed (2016)
Bonus: Affliction (1997), Il nemico invisibile (2014)

Mario Martone

Copyright: 01 Distribution

Regista abituato a grandi produzioni ambientate tra Napoli e resto d’Italia, Mario Martone sceglie un approccio insolito per il suo ultimo lavoro, a un anno da Fuori, in concorso a Cannes 2025. Scherzetto segna il ritorno alla collaborazione col sodale Toni Servillo (Morte di un matematico napoletano, Teatro di guerra, Qui rido io), affiancato dal piccolo Lorenzo Perrotta: i due interpretano nonno e nipote, chiusi in casa a confrontarsi, rievocando ricordi e fragilità.

Titoli consigliati: L’amore molesto (1995), Qui rido io (2021)
Bonus: Morte di un matematico napoletano (1992)

Kornél Mundruczo

Foto: Larry Busacca/Getty Images

Il regista ungherese partorì uno dei film più apprezzati dell’edizione-Covid della Mostra di Venezia (2020), Pieces of a Woman, che valse a Vanessa Kirby Coppa Volpi e candidatura all’Oscar, oltre ad aver conquistato la sezione Un Certain Regard di Cannes nel 2014 con Sinfonia per Hagen. Mundruczo, da lì in avanti, ha faticato a ritrovare una dimensione vincente, non ultimo il flop di At the sea in concorso alla scorsa Berlinale, con Amy Adams nei panni della protagonista. Place to be vede Ellen Burstyn (che riceverà il Leone d’oro alla carriera) come protagonista assoluta, accanto a Taika Waititi e Pamela Anderson.

Titoli consigliati: Sinfonia per Hagen (2014), Pieces of a Woman (2020)
Bonus: Quel giorno tu sarai (2021)

Fuori concorso – Film on Films

Luca Guadagnino

Foto: Alessandro Levati – GettyImages

Conosciamo tutti i film di fiction di Luca Guadagnino (e non vediamo l’ora di conoscere qualcosa in più sul suo nuovo controversissimo Artificial), ma in quanti hanno approfondito la sua carriera di documentarista? Joie de vivre è un documentario di oltre 7 ore (non temete, stando al programma del festival verrà diviso in due parti, come fosse una serie tv) dedicato al suo amico e mentore Bernardo Bertolucci. Guadagnino parla da diversi anni del progetto, in cui sarà lui stesso protagonista, mentre è intento a incontrare alcune delle personalità che hanno contribuito a rendere grande l’Opera e l’eredità di Bertolucci.

Titoli consigliati: Mundo Civilizado (2003) Bertolucci on Bertolucci (2013), Salvatore – Il calzolaio dei sogni (2021)
Bonus: The Protagonists (1999)

Walter Fasano

Copyright: BeWater Film

Walter Fasano è un autore invisibile, che forse non conoscerete di nome o di volto, ma che ha sicuramente accompagnato molte delle vostre visioni cinematografiche nell’ultimo decennio. Montatore storico dei film di Luca Guadagnino (tutti fino a Suspiria) e dei fratelli D’Innocenzo (America Latina, Dostoevskij), Fasano ha già realizzato un documentario dal titolo bizzarramente simile a Nino – Un film su Nino Rota: Pino, dedicato invece a Pino Pascali. Il suo viaggio nella musica del compositore delle musiche di Otto e mezzo, La strada e Il padrino sarà una delle rivelazioni della 83esima Mostra del Cinema, assicurato.

Titoli consigliati: Pino (2020)

Bonus track

Oasis – Don’t Look Back in Anger

I fratelli Gallagher saranno a Venezia con Oasis: Don’t Look Back In Anger, attesissimo film dedicato al tour che ha segnato la reunion della leggendaria band di Manchester dopo due decenni. Come prepararsi? Armarsi di santa pazienza, ascoltare tanta musica, possibilmente mediante supporto fisico.

Album consigliati: Definitely Maybe (1994), What’s the Story? Morning Glory (1995)
Bonus cinematografico: Knebwoth 1996 di Jake Scott (2021) – Film concerto

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