Tra pochi giorni, il festival di Cannes darà il via al processo di accreditamento per l’edizione numero 79 della kermesse. Sebbene manchino un paio di mesi all’annuncio della selezione ufficiale, possiamo iniziare a parlare concretamente di possibili titoli che verranno presentati in Costa Azzurra tra il 12 e il 23 maggio 2026.
Principalmente, questo articolo parlerà di possibili titoli facenti parte delle sezioni Concorso, Fuori Concorso e Cannes Premieres. Una piccola premessa però: la scorsa edizione del festival, deve essere un monito: è chiaro che il delegato generale Thierry Fremaux sta promuovendo un passaggio generazionale tra i registi in concorso, basti pensare alla mancata ammissione di Father Mother Sister Brother del veterano Jarmusch per far spazio a film dei giovani Oliver Laxe, Mascha Schilinski o Hafsia Herzi.
Dunque, è probabile che alcuni dei titoli presenti in questa lista possano essere scartati in favore di opere seconde/terze di giovani voci del cinema europeo, questa sembra essere la direzione del “nuovo corso” di Fremaux.
“Succederà questa notte” di Nanni Moretti

D’accordo, i veterani del festival magari non dovranno più dare per scontato la propria partecipazione in concorso, ma c’è un limite a tutto: Nanni non può mancare.
Presenta ininterrottamente i suoi film a Cannes dal 1978, anno di Ecce bombo, fatta eccezione due soli film: La messa è finita e Palombella rossa, rispettivamente presentati a Berlino nel 1985 e Venezia nel 1989. Persino nel 2023, quando il suo Il sol dell’avvenire è stato distribuito in sala ad aprile, un mese prima di Cannes, è riuscito comunque a entrare in concorso, contro ogni pronostico. Si contano sulle dita di una mano i registi che nell’era moderna del festival sono riusciti ad accedere a una sezione competitiva con un film di “seconda visione”.
Inoltre, Succederà questa notte è tratto dal romanzo Legami di Eskhol Nevo, autore di Tre piani, da cui Moretti aveva tratto il suo film omonimo del 2021. Nel cast del nuovo film, Jasmine Trinca e Louis Garrel.
“Scherzetto” di Mario Martone

Il nuovo film del regista e sceneggiatore napoletano è attualmente in produzione. Nel cast, Toni Servillo. Non si conoscono dettagli in merito al nuovo film di Mario Martone, annunciato a Sorrento lo scorso dicembre durante le Giornate Professionali, nel corso del panel di 01 distribution.
La logica però, vorrebbe che Martone prosegua sulla scia di Fuori e Nostalgia, i suoi ultimi film, entrambi presentati in concorso, in seguito a una lunga assenza dalla Croisette (27 anni, dai tempi de L’amore molesto).
Il dubbio è legato alle tempistiche: riuscirà a presentare un pre-montato ai selezionatori entro marzo?
“The Entertainment System Is Down” di Ruben Östlund

Ruben Östlund ha vinto due palme d’oro consecutive (2017 per The Square e 2022 per Triangle of Sadness), eguagliando il record di Michael Haneke (2009 per Il nastro bianco e 2012 per Amour). Se riuscisse a vincere ancora, diventerebbe il primo regista nella storia ad aver alzato al cielo per tre volte il primo premio del concorso.
Una recente voce di corridoio divulgata da World of Reel, vedrebbe il regista svedese in preda a un dubbio: presentare il film a Cannes quest’anno oppure attendere il 2027. Dipende tutto dalle tempistiche della post-produzione, che va avanti da aprile 2025 (per scoprire tutti i dettagli dell’intrigo, clicca qui)
Nel cast di The Entertainment System Is Down, Kirsten Dunst, Daniel Brühl, Keanu Reeves, Nicholas Braun, Samantha Morton e Tobias Menzies. Distribuzione targata A24.
“Her Private Hell” di Nicolas Winding Refn

Il ritorno che in redazione attendiamo come una Pasqua: Nicolas Winding Refn è ancora tra noi, e dieci anni dopo The Neon Demon, tornerà in concorso a Cannes. Nel corso degli ultimi anni, il magistrale autore danese si è dedicato a due esperimenti seriali: Too Old To Die Young (fuori concorso a Cannes 2019) e Copenaghen Cowboy (fuori concorso a Venezia 2022).
Si tratta inoltre del ritorno a un film in lingua inglese per Refn, dopo il ritorno in patria con la sopracitata Copenaghen Cowboy. Nel cast, la giovane Sophie Thatcher, protagonista del recente Heretic, al fianco di Hugh Grant.
Alle musiche, il leggendario Pino Donaggio: il compositore veneziano, storico collaboratore di Brian De Palma e autore delle musiche cult di Carrie – Lo sguardo di Satana, sta lavorando alla colonna sonora di Her Private Hell.
“1949” di Pawel Pawlikowski

Il candidato all’Oscar tornerà verosimilmente a Cannes: è stato membro della giuria presieduta da Alejandro G. Inarritu nel 2019; l’anno precedente ha vinto il premio alla miglior regia per Cold War, che lo ha poi portato a una storica nomination come miglior regista agli Oscar 2019.
Pawel Pawlikowski è una garanzia in tal senso. Il suo 1949 sarà nuovamente girato in bianco e nero e vede nei panni della protagonista Sandra Hüller, che nel 2023 ha fatto la storia del festival, avendo interpretato la protagonista dei due film principali di quel concorso: Anatomia di una caduta (Palma d’oro) e La Zona d’Interesse (Gran premio della giuria).
1949 rifletterà, ancora una volta, sui legami interpersonali nella Polonia del secondo dopoguerra. Potrebbe essere un buon nome per il titolo di apertura del concorso 2026.
“Paper Tiger” di James Gray

Il vero titolo di apertura del festival, verosimilmente, può essere Paper Tiger, anche fuori concorso.
Il ritorno di James Gray arriva tre anni dopo l’autobiografico Armageddon Time e vede nel cast Adam Driver (abituée del festival negli ultimi anni) e Scarlett Johansson (lo scorso anno ha presentato il suo primo film da regista nella sezione Un certain regard) e Miles Teller.
Gray è amatissimo in Francia, avendo per di più presentato cinque dei suoi film a Cannes e avendo preso parte alla giuria del concorso nel 2009. Il suo nuovo film inoltre, è stato prodotto attraverso i canali indipendenti di Hollywood e non ha ancora una distribuzione, nemmeno in patria.
“Parallel Tales” di Asghar Farhadi

Uno slot viene riservato ogni anno al cinema iraniano, lo scorso anno erano addirittura due i film persiani in concorso. Per di più, Farhadi è “abbonato” a Cannes da diversi anni. Il cliente (che vinse un Oscar nel 2017), Tutti lo sanno e Un eroe sono stati presentati a Cannes, consecutivamente, in concorso. Per di più, il regista è stato membro della giuria nel 2022.
Parallel Tales è stato girato in Francia e vede nel cast alcune delle principali star nazionali: Isabelle Huppert, Catherine Deneuve, Virginie Efira e Vincent Cassel.
Questo ensemble portentoso potrebbe renderlo un possibile titolo d’apertura della kermesse, ragion per cui ci sentiamo di ipotizzare che possa essere inserito nella sezione Fuori Concorso o nella Cannes premiere.
“Look back” di Hirokazu Kore’eda

Il maestro del cinema giapponese, vincitore della Palma d’oro nel 2018 per Un affare di famiglia ha concluso le riprese di Look back, un’opera che difficilmente salterà il concorso di Cannes, dato l’amore che il festival ha nei suoi confronti.
Si tratta del live-action dell’anime omonimo del 2024, tratto a sua volta dal manga di Tatsuki Fujimoto.
“Full Phil” di Quentin Dupieux

In un modo o nell’altro, Quentin Dupieux trova sembra spazio a Cannes. E figuriamoci se Fremaux si lascerà sfuggire il primo film in inglese del regista di culto. Nel cast di Full Phil ci sono Woody Harrelson e Kristen Stewart.
Un titolo del genere, può tranquillamente essere presentato fuori concorso, con Dupieux che non si opporrebbe mai a una “considerazione” del genere, a differenza di altri suoi colleghi.
“Disclosure Day” di Steven Spielberg

Per svelare alcuni dei film del festival, basta usare la logica. Nel corso degli ultimi anni, Cannes ha conferito la Palma d’oro alla carriera a tre personaggi molto vicini a Spielberg: Meryl Streep, Robert De Niro, George Lucas.
Spielberg è stato presidente di giuria nel 2014, premiando La vita di Adele di Abdelatif Kechiche, una delle Palme più controverse della storia. Due anni dopo, ha presentato fuori concorso Il GGG – Il grande gigante gentile; nel 2008 è stata la volta di Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo; in concorso, manca dal 1974, anno in cui vinse il premio alla sceneggiatura per Sugarland Express; nel 1982 ha invece chiuso la rassegna presentando il film che avrebbe conquistato la vetta del box office mondiale per 16 weekend consecutivi: E.T. l’extra-terrestre.
Tutto porta a Spielberg. Ha vinto tutto nella sua carriera, ultimo tra i riconoscimenti, l’Orso d’oro alla carriera a Berlino 2023. Gli manca soltanto una cosa: la Palma d’oro. E quest’anno, in giugno, il suo nuovo film Disclosure Day verrà distribuito in tutto il mondo da Universal.
Si sa, da diversi anni una grande anteprima, un grande blockbuster, viene presentato nella sezione Cannes Premiere. Per fare degli esempi: Elvis, Top Gun – Maverick, Misison: Impossible – The Final Reckoning, Indiana Jones e il quadrante del destino.
Immaginate che edizione clamorosa sarebbe: Spielberg in Croisette, a presentare la sua nuova opera di fantascienza, con in braccio il premio più importante del cinema europeo. Sarebbe un sogno a occhi aperti, proprio come quelli che lui ci regala da mezzo secolo.
Tutti gli indizi portano a Disclosure Day in anteprima al festival.
Chi non ci sarà

Possiamo già dare per certi alcuni assenti di lusso. In primis, Digger di Alejandro Iñárritu con Tom Cruise non sarà a Cannes. La distribuzione in ottobre impone che il film venga presentato a Venezia, dove il regista messicano ha già presentato Bardo nel 2022. Una premiere a maggio sarebbe davvero troppo precoce.
Non ci sarà neanche quest’anno The Way of the Wind di Terrence Malick. Il suo biopic dedicato alla vita di Gesù con Mark Rylance nei panni di Satana è ancora in alto mare. Ogni anno centinaia di testate sono pronte a giurare che il film sia pronto e che verrà proiettato a Cannes, ma è sempre la stessa storia dal 2021. Ormai, facciamo fatica a credere che il film veda davvero la luce, siccome la post-produzione si protrae da sei anni.
Non ci saranno nemmeno David Fincher e Lee Chang-dong. Il primo ha da poco terminato le riprese dello spin-off di C’era una volta… a Hollywood, con Brad Pitt nei panni di Cliff Booth. Il secondo, sta terminando le riprese del suo nuovo film, otto anni dopo il successo di Burning. La ragione dietro questa doppia esclusione è chiara come il sole: Netflix. Il festival si rifiuta di accogliere film distribuiti dal colosso dello streaming dai tempi di Okja di Bong Joon-ho. Entrambi i film andranno a Venezia.
Per concludere, non ci sarà nemmeno Luca Guadagnino, che ogni anno viene accostato a Cannes, salvo poi essere scartato (vedi il caso eclatante del meraviglioso Queer due anni fa). Il suo Artificial con Andrew Garfield verrà probabilmente proposto a Cannes, come già accaduto con After the Hunt. Temiamo però che possa riscontrare un ennesimo (inspiegabile) esito negativo. Ma mai dire mai.