Lucrecia Martel trionfa nell’edizione 2025 del London Film Festival con il suo Nuestra Tierra (Landmarks); si conclude, con l’assegnazione di questo premio, la manifestazione cinematografica la cui giuria del Concorso Ufficiale era presieduta da Elizabeth Karlsen, accanto al regista Kahlil Joseph e al critico Justin Chang. La vittoria di Nuestra Tierra è stata accompagnata dalle motivazioni ufficiali della giuria, che scrive:
“Con profonda empatia e straordinario rigore giornalistico e cinematografico, la regista Lucrecia Martel si immerge profondamente negli eventi che hanno circondato l’assassinio del leader Chuschagasta Javier Chocobar, avvenuto nel 2009 nella provincia argentina di Tucumán. Mettendo in primo piano voci attuali e storie trascurate, Martel emerge con un ritratto di – e per – una comunità indigena, e concede loro una parte della giustizia che i tribunali hanno a lungo negato loro. In un contesto di competizione straordinariamente agguerrita, la nostra giuria è orgogliosa di onorare questo risultato unico”
Gli altri premi destinati nell’ambito del London Film Festival 2025 riguardano One Woman One Bra di Vincho Nchogu, che ha trionfato nell’ambito del Sutherland Award destinato alle opere prime, in virtù della riconosciuta “straordinaria capacità del regista di muoversi con sicurezza tra diversi toni”, con un plauso particolare per la fotografia del film; The Travelers (Les Voyageurs) di David Bingong ha invece vinto il Grierson Award nella categoria dei migliori Documentari, mentre Coyotes di Said Zagha come miglior cortometraggio.
Nuestra Tierra è il primo documentario che Lucrecia Martel ha portato sul grande schermo dal 2017, quando aveva diretto Zama: il film, conosciuto anche con il titolo internazionale di Landmarks, racconta dell’omicidio di Javier Chocobar, avvenuto nel 2009 nella comunità Chuschagasta, a seguito del quale tre uomini tentarono di rivendicare il possesso del territorio con le armi; presentato anche in anteprima, e Fuori Concorso Non-Fiction, alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, il documentario in questione continua a confermare come Lucrecia Martel sia una delle voci più autorevoli nell’ambito del documentario nel panorama cinematografico contemporaneo; la regista e sceneggiatrice argentina aveva già vinto, nel 2019, il Premio Robert Bresson destinato dalla Rivista del Cinematografico e consegnato a registi che offrono una “testimonianza significativa per sincerità e intensità del difficile cammino alla ricerca del significato spirituale della nostra vita”.