Todd Phillips, regista noto già per la trilogia di Una notte da leoni, fu molto colpito da una colonna sonora. Si trattava delle musiche del film Sicario: Day of the Soldado di Stefano Sollima. La compositrice si chiama Hildur Guðnadóttir. È islandese e suona il violoncello.
Nel 2017 Guðnadóttir, su diretta richiesta di Phillips, inizia ad elaborare delle musiche per il capolavoro che diverrà Joker. Da quello che ha raccontato, il regista le ha chiesto di comporre in base alle emozioni che il protagonista, Arthur Fleck (Joaquin Phoenix), le trasmetteva durante la lettura della sceneggiatura. Grazie alla colonna sonora di Joker, la compositrice islandese vincerà l’Oscar.
Gli strumenti predominanti nella colonna sonora restano i violoncelli, dato che Guðnadóttir è una violoncellista. Ma è possibile udire anche dei sintetizzatori, che generano un’atmosfera più cupa. Per chi non lo sapesse, il sintetizzatore è uno strumento che consente ai musicisti di costruire un suono da zero. A volte viene impiegato per creare suoni totalmente nuovi; in altre occasioni, invece, viene utilizzato per ricreare dei suoni di strumenti già esistenti, o anche dei suoni della natura. I Pink Floyd, ad esempio, hanno utilizzato i sintetizzatori in album come The Dark Side Of The Moon e Wish You Were Here. Nel primo, grazie ai sintetizzatori hanno ricostruito il suono di un elicottero, udibile nel brano On The Run, mentre nel secondo lo strumento è stato impiegato per la costruzione di suoni meccanici al termine di Welcome To The Machine.
Conclusa questa doverosa introduzione, è il momento di procedere con l’analisi della colonna sonora del film, che si concentrerà sulle sezioni di violoncello.
Hoyt’s Office
La colonna sonora si apre il brano Hoyt’s Office. Dopo una breve introduzione di archi (potete ascoltala circa a 0:28 del video qui sopra), i violoncelli eseguono il tema principale. La melodia è composta da pochissime note: Do diesis e Mi nella prima battuta, Sol diesis e Re diesis nella seconda, Re diesis e Fa diesis nella terza, Fa diesis e Mi nella quarta, La e Sol diesis nella quinta, Re diesis e Mi nell’ultima.
Innanzitutto, per capire quello che sta succedendo, è bene prima comprendere cosa sia un “diesis” (indicato con il simbolo #). Avete mai notato che un pianoforte ha sia dei tasti bianchi, sia alcuni neri? Provate a suonare un Do e poi procedete a toccare in sequenza tutti i tasti bianchi. Vi troverete a suonare le sette note della scala musicale, ben nota a tutti: Do, Re, Mi, Fa, Sol, La, Si. E i tasti neri?
Ebbene, come potete osservare in Fig. 1, sui tasti neri ritroveremo sia i diesis che i bemolli. Un tasto nero equivale ad entrambi; ciò che distingue l’uno dall’altro è la tonalità di riferimento.

Osserviamo ora la Fig. 2, relativa al tema dei violoncelli: dopo la chiave di basso 𝄢 abbiamo quattro diesis. Non sono posti a caso, ma si trovano in corrispondenza delle note di Fa, Do, Sol e Re. La partitura ci sta indicando che ci troviamo nella tonalità di Mi Maggiore.

Se la comprensione della teoria musicale vi ha stancati, prendetevi un attimo per ascoltare il brano. Se attendeste l’entrata dei violoncelli, potreste anche provare a seguire lo spartito mentre lo ascoltate (potete ascoltare il brano seguendo lo spartito direttamente qui sotto). Se invece siete ancora curiosi, il numero “86” che vedete all’inizio della partitura, indica ai musicisti in che velocità suonare il brano, ovvero 86 bpm (battiti per minuto), un’unità di misura utilizzata in musica, ma in realtà anche in medicina per calcolare la frequenza cardiaca.
Defeated Clown
Occupiamoci ora di Defeated Clown, uno dei brani che accompagna lo spettatore più spesso nel corso del film. Ad esempio, è udibile quando all’inizio della pellicola Arthur, in un forte stato depressivo, sale una lunga scalinata; la stessa su cui, invece, danzerà verso la fine della storia per recarsi da Murray, il conduttore televisivo più amato di Gotham, interpretato da Robert De Niro.
Rispetto al concetto di depressione, osservando bene lo spartito e ascoltando il brano (potete fare entrambe le cose direttamente qui sotto), sembra che sia stato composto “a singhiozzi“. Questi piccoli frammenti melodici pare che vogliano rappresentare un pianto, alternato a lunghe pause che indicherebbero, invece, i respiri precedenti le lacrime.
Questo brano, così come il primo che abbiamo ascoltato, è vicino allo stile minimalista, proprio a causa della quantità ridotta e ripetitiva delle note. Potrebbe anche essere affiancato a composizioni di artisti come Arvo Pärt.
Penny Taken to the Hospital
L’ultimo brano, intitolato Penny Taken To The Hospital, è in realtà un rifacimento della prima traccia, Hoyt’s Office. Invero, sono state effettuate molte modifiche. La più rilevante è sicuramente quella relativa alla velocità, leggermente accelerata, e all’andatura, come si evince dalla costante presenza di “terzine”. Ma cos’è una terzina? Ascoltando il brano e seguendo lo spartito (potete farlo direttamente qui sotto), potete notare dei trattini con il numero “3” posti sulle pause e sulle note. Ebbene, è proprio quella l’indicazione grafica di una terzina.
All’interno di uno spartito musicale possiamo inserire solamente un determinato numero di note, a seconda della frazione di tempo posta all’inizio del pentagramma (per approfondire o rivedere il concetto di “frazione di tempo musicale” vi rimandiamo all’analisi della colonna sonora di Taxi Driver). Tuttavia, esistono delle eccezioni che ci consentono di poter aggiungere più o meno note. Queste eccezioni vengono chiamate “figure irregolari“. Le terzine rientrano in questa categoria. Osserviamo la prima battuta dello spartito di sopra: di norma, le quattro semiminime sarebbero sufficienti a completare la prima battuta, ma poiché è stata posta una terzina sulle ultime tre semiminime, è possibile giustificare la presenza eccessiva di più note o pause.
Per oggi è tutto. E ricordate: “That’s Life!”