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Cannes 79 – Volo notturno per Los Angeles: il tenero esordio alla regia di John Travolta

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Quale di questi due eventi può essere giudicato più sorprendente: l’esordio alla regia di John Travolta oppure il conferimento, a sorpresa, della Palma d’Oro onoraria? Ebbene, nessuno dei due. Infatti, a colpire è la buona fattura tecnica ed estetica di Volo notturno per Los Angeles (Propeller One-Way Night Coach), presentato nella sezione Cannes Premiere della massima kermesse cinematografica francese.

La trama è perfettamente calibrata sull’esigua durata del progetto (61 minuti), un aspetto che cancella i sospetti sulle supposte ambizioni di grandeur che spesso accompagnano un’opera prima: il piccolo Jeff (Clark Shotwell), appassionato di aviazione, si imbarca con la madre (Kelly Eviston-Quinnett) in un lungo viaggio aereo verso Hollywood, meta dei sogni professionali della donna.
La pellicola scritta e diretta da John Travolta – ed evidentemente di matrice autobiografica – è perennemente avvolta da un’aura di nostalgia, a partire dalla quale il diarismo del racconto assume i toni teneri e sognanti al pari di ciò che si proverebbe degustando una cioccolata calda a Natale.

Il racconto si svolge negli anni Sessanta (precisamente il 28 dicembre, forse un riferimento alla data fondativa del cinema, ovvero alla prima proiezione pubblica indetta dai Fratelli Lumière nel 1895?), periodo ricostruito con quel gusto vintage quasi a metà tra il retrofuturismo de Gli incredibili di Brad Bird e il bozzettismo cartoonesco di Wes Anderson, con una gustosa guarnizione di Pop Art.

L’autoreferenzialità di Propeller One-Way Night Coach (nei titoli di coda non manca una lunga lista di dediche che Travolta rivolge alla famiglia, oltre al fatto che nel film compare in un piccolo ruolo Ella Bleu Travolta) si scioglie, dunque, la propria ruffianeria in atmosfere fanciullesche e leggere, in una narrazione episodica e divertente.
Dal ritmo invidiabile, la pellicola presenta anche dei titoli di testa realizzati in animazione (che davvero richiamano il capolavoro animato di Brad Bird citato precedentemente) francamente irresistibili. Pertanto, si fa fatica a non essere sorpresi da un esordio alla regia così convincente e che, soprattutto, continui a seguire la linea tematica di molte altre opere prime realizzate da altrettanti attori hollywoodiani (pensiamo, ad esempio, agli elementi autobiografici presenti negli esordi di Jesse Eisenberg – A Real Pain – e di James McAvoy – California Schemin’).

Insomma, Propeller One-Way Night Coach si attesta come un’opera prima semplice, leggera e coinvolgente, che spicca soprattutto per il proprio buon cuore. Per quanto riguarda il futuro di John Travolta come regista, invece, è più difficile fare previsioni, considerando comunque la natura di questo progetto.

Voto:
3.0 out of 5.0 stars

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