Tanti auguri, Steve Carell! Per festeggiare il suo 64esimo compleanno, abbiamo deciso di omaggiarlo con una classifica dedicata ad alcune delle scene più memorabili del suo Michael Scott, protagonista di The Office US.
Do per scontato che in molti si lamenteranno di qualche assenza di lusso, come ad esempio la proposta di matrimonio a Holly, o il suo ultimo episodio, perciò spegniamo l’incendio prima che sia troppo tardi: questa classifica è dedicata ai momenti comici del personaggio. Quindi no, non ci saranno riferimenti alla travagliata infanzia del giovane Michael Gary e sì, ci saranno riferimenti ai Mangiamorte.
Buona lettura. Spero di non stancarti troppo in fretta. That’s what she said.
10. Feared of Loved?
Questa leggendaria citazione, per quanto breve e concisa, rappresenta a pieno l’essenza della dialettica di Michael. Dopo aver duellato all’ultimo sangue con Dwight in una palestra di arti marziali per ragazzini (dove Dwight sostiene di lavorare come assistant Sensei, venendo umiliato da Jim, che inizia a chiamarlo assistant TO THE Sensei) difronte a tutto il resto dell’ufficio, Michael festeggia con fierezza la sua vittoria, con un commento a caldo al confessionale della docu-serie, dichiarando:
Preferirei essere temuto o amato? Entrambi. Voglio essere temuto per quanto la gente mi ama.
Perché in fin dei conti questo è Michael Scott: un flusso di concetti sconnessi, pronti a farti ridere a crepapelle. Nella migliore delle ipotesi. Il più delle volte, sarai troppo in imbarazzo per divertirti.
9. Michael Scott’s Dunder Mifflin Scranton Meredith Palmer Memorial Celebrity Rabies Awareness Pro-Am Fun Run Race for the Cure
All’inizio della quarta stagione, dopo aver fatto l’entrata a effetto più esilarante della storia, Michael investe Meredith nel parcheggio della Dunder Mifflin (che scopre di aver contratto la rabbia una volta ricoverata in ospedale) e nella stessa giornata lavorativa, il gatto di Angela muore, congelato da Dwight. Il manager decide di prendere le redini della giornata organizzando una maratona di beneficenza in giro per Scranton, scegliendo però un nome sui generis: “Maratona, Gara Podistica, Divertente, Agonistica e Amatoriale per Celebrità di Scranton ‘Michael Scott-Meredith Palmer Memorial’ per la Consapevolezza sulla Rabbia e per la Cura”.
La maratona vede alcuni improbabili concorrenti in gara, ma l’unico a crederci fino in fondo (vuoi per mettere in ombra la sua responsabilità sull’incidente di Meredith) è proprio Michael, che però decide di mangiare una porzione gigante di fettuccine Alfredo prima della corsa, arrivando al traguardo finale in punto di morte.
8. Threat Level Midnight
Nella seconda stagione dello show, Jim e Pam trovano la sceneggiatura di un film d’azione scritto, diretto e interpretato da Michael Scott, qui nei panni dell’agente segreto Michael Scarn. Sebbene nella suddetta puntata i membri dell’ufficio si limitino a leggere lo script come in un normale table read, nella settima stagione, in uno degli ultimi episodi con Michael, la pellicola ormai post-prodotta, viene mostrata in sala conferenze davanti a tutti. Ci sarebbe molto da dire su Threat Level Midnight, dal personaggio di Dwight, Samuel L. Chang, maggiordomo-cyborg, a Catherine Zeta-Scarn, moglie defunta dell’eroe, senza dimenticare il villain della storia, Goldenface (Jim). Ma l’apice del film di Michael resta la scena in cui Goldenface spara in faccia a Toby (uno degli ostaggi nella scena), con la ripresa dell’esplosione del cranio ripetuta svariate volte, da più angolazioni, con Michael che commenterà spiegando che “È stata la ripresa più costosa del film, era fondamentale”. E in una scena di Threat Level appena successiva, Michael Scarn ci tiene anche a far presente che il personaggio di Toby fosse sacrificabile, in quanto zoofilo ricercato dalle autorità.
7. Il bacio a Oscar
Probabilmente, l’episodio con cui The Office è diventato The Office: il peccato originale di Michael. Se la prima stagione non funziona per niente, per via dei continui rimandi alla serie originale di Ricky Gervais e Stephen Merchant, la seconda è quella con cui lo showrunner Greg Daniels ha iniziato a far camminare la Dunder Mifflin con le sue gambe. E l’episodio manifesto di questa trasformazione, è quello in cui Oscar “fa coming out”, con Michael che cercherà in tutti i modi di ripulirsi la coscienza, dopo aver fatto battute omofobe davanti a tutti. L’apice di questa giornata di “sensibilizzazione” in ufficio? Quando il manager, pur di dimostrarsi aperto alla diversità, bacia Oscar davanti a tutti. Scena improvvisata da Carell. Le reazioni degli altri attori sono infatti genuine, con Jenna Fischer in primo piano che scoppia a ridere.
6. Scott’s Tots
Posizione controversa: si può parlare di episodio comico? Non proprio, ma Scott’s Tots è l’episodio che meglio riassume la filosofia della serie. In questo tragico segmento della sesta stagione, Michael si ricorda di aver promesso, dieci anni prima, a una classe intera di una scuola di Scranton che avrebbe pagato le loro spese universitarie al compimento dei diciotto anni. Michael era convinto che sarebbe stato milionario a quarant’anni, ma dieci anni dopo quella fatidica promessa, nulla è realmente cambiato.
Accompagnato da Erin, Michael rivelerà gradualmente la cruda verità ai ragazzi, dopo essere stato accolto in classe come un divo. L’episodio è bilanciato interamente dai tentativi disperati del protagonista di far divertire i ragazzi, prima e dopo la tragica rivelazione. Inoltre, dalle ceneri del fatidico faccia-a-faccia, nascerà il rapporto padre-figlia tra Michael ed Erin, tra i più dolci della serie. In Scott’s Tots c’è tutto: la comicità cringy della serie, i deliri di onnipotenza del protagonista, bilanciati dai continui momenti di disincanto che lo buttano a terra, oltre alla sua necessità viscerale di dare e ricevere amore per sentirsi in pace con il mondo.
5. Goodbye Toby/Il ritorno di Toby
Dittico epocale a cavallo tra quarta e quinta stagione. La nemesi di Michael, Toby Flanderson delle risorse umane, lascia Scranton alla fine della quarta stagione per trasferirsi in Costa Rica, dopo aver “rivelato” al mondo la sua infatuazione per Pam. L’addio di Toby è caratterizzato da vari momenti salienti. Su tutti, il regalo d’addio di Michael e il concerto d’addio, con tanto di gonfiabili e ruota panoramica allestiti nel parcheggio dell’ufficio. Durante il concerto Michael si esibisce con una parodia di Goodbye stranger dei Supertramp, suonata da Deryl e la sua band. La canzone resta praticamente identica all’originale, con una sola parola modificata: “Stranger” diventa “Toby”. E sebbene non ci voglia troppo a memorizzare una variazione così semplice, Michael tiene in mano un foglio con l’intero testo “modificato” del brano. Non lo vedrete mai così felice, forse nemmeno nel giorno del suo matrimonio.
Ma purtroppo, l’addio di Toby durerà meno di un anno. A metà della successiva stagione, Toby torna dal Costa Rica, ma nessuno ha pensato di avvisare Michael in anticipo. La sua reazione vale il metaforico prezzo del biglietto.
4. Se fossi in una stanza con…
Altro apice dell’odio di Michael verso Toby. Nel corso di una delle più classiche delle riunioni inutili indette dal manager, l’acerrimo nemico lo provoca (senza fare nulla di particolarmente eclatante, in realtà), scatenando una reazione furibonda:
Se fossi in una stanza con Toby, Hitler e Bin Laden e avessi una pistola con soli due proiettili, sparerei a Toby due volte.
Se inizialmente il resto dei colleghi ha una reazione sprezzante, nei successivi istanti inizieranno a fare un brain storming per capire come fare a uccidere tutti e tre gli antagonisti usando i due proiettili.
3. La cena
A detta di tutti i membri del cast presenti in questo episodio, è stato il più difficile da portare a termine. Potete trovare le prove materiali cercando i bloopers della puntata. John Krasinski esplode più e più volte durante la scena del televisore.
Dopo infiniti tentativi, Michael riesce a “ingannare” Jim e Pam invitandoli a cena a casa sua, finendo per organizzare una vera serata a coppie, coinvolgendo anche Angela ed Andy. Successivamente, anche Dwight e la sua “ragazza” si imbucheranno. A detta di chiunque poi, Dinner party è uno dei migliori episodi dello show e diventa praticamente impossibile ridurlo a una singola gag di Michael: tra la telecamera allestita in camera da letto, il lancio del Dundy e il “That’s what she said” urlato, Steve Carell regala una performance comica semplicemente leggendaria, vuoi anche per la chimica staordinaria con Melora Hardin (Jan).
2. That’s what she said
Il tormentone della serie per antonomasia. Nel corso delle sette stagioni in cui Carell è protagonista, ne vedrete di cotte e di crude. L’esordio della gag arriva nella seconda stagione, nell’episodio Sexual harrassment, in cui Michael viene redarguito dalla sua superiore per aver usato un linguaggio più volte inappropriato sul posto di lavoro. Gli verrà dunque vietato di comportarsi così in ufficio, annunciando in pompa magna il suo “ritiro dalla comicità”. Si tratta di una gag impossibile da adattare in italiano ottenendo la stessa resa, ma fondamentalmente Michael ripete “È quello che ha detto lei” ogni volta che sente frasi dal potenziale doppio senso (“Credi davvero di poter andare avanti a lungo?”, “Sei sempre stato sotto di lei, vero?” e via dicendo). E nel corso delle stagioni, ce n’è per tutti i gusti. Ma senza girarci intorno, il miglior that’s what she said resta l’ultimo, nell’episodio d’addio di Michael.
1. Prison Mike
Nella terza stagione, alcuni impiegati della filiale del Connecticut vengono trasferiti a Scranton. Ci vogliono pochi giorni prima che Michael faccia dimettere tutti (o quasi). Una volta scoperto che uno dei ragazzi è stato in carcere per una rapina anni prima, Michael decide di promuovere una giornata di sensibilizzazione sulle carceri, indossando una bandana viola e interpretando il personaggio “Prison Mike”, un “ex galeotto” che parla con un improbabile accento del Bronx. Nei cinque minuti di screen-time di Prison Mike, alcune delle gag più leggendarie della serie vengono fuori. Su tutte, il momento in cui Prison Mike inizia a fare cat-calling a Ryan invitandolo a non far cadere la saponetta e quello in cui, alla domanda “Qual è la cosa più spaventosa in prigione?” risponde “I Mangiamorte”.