Supergirl, atteso secondo film del neonato DCU di James Gunn e Peter Safran che porta sul grande schermo le avventure di Kara Zor-El, interpretata da Milly Alcock, non è riuscito a prendere il volo al botteghino come fatto lo scorso anno dal ben più celebre cugino, facendo seguito a una crisi sistemica dei cinecomic al femminile di cui abbiamo parlato più approfonditamente in questo articolo.
Diretto da Craig Gillespie (Tonya, Cruella, Dumb Money) e sceneggiato dall’esordiente Ana Nogueira, il film rappresenta un ambizioso tentativo di espandere l’universo DC, adattando la graphic novel di Tom King, che però si è scontrato con un’accoglienza tiepida della critica (56% su Rotten Tomatoes) e un passaparola negativo (B- al Cinemascore). Per dare un contesto: Batman v Superman: Dawn of Justice (2016) e The Flash (2023), i due cinecomic più controversi della storia DC al cinema, al Cinemascore ricevettero una B. Nel weekend appena concluso il film ha esordito con meno di 70 milioni in tutto il mondo e si candida ad essere uno dei flop commerciali più rumorosi di questa estate cinematografica.
Negli Stati Uniti, Supergirl ha debuttato al di sotto delle previsioni degli analisti, debuttando con soli 38 milioni per 3.600 schermi. Si tratta di uno dei peggiori risultati per un cinecomic negli ultimi vent’anni, al di sotto di risultati negativi come The Marvels (46.1 milioni nel 2023) e The Flash (55 milioni nel 2023) e superiore solamente a Blue Beetle (25 milioni nel 2023), Aquaman e il regno perduto (27.6 milioni nel 2023), Shazam! Furia degli dei (30.1 milioni nel 2023) e Joker: Folie à deux (37.6 milioni nel 2024).
A livello internazionale ha raccolto 30 milioni di dollari in cinque giorni su 78 mercati, per un totale globale di soli 68 milioni, una cifra che, prima di implodere nell’ultima settimana, sembrava ottenibile nel solo mercato statunitense. Costato circa 175 milioni e con un punto di pareggio prossimo ai 315 milioni, il film rischia di faticare a raggiungere i 200 milioni a fine corsa.
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A dominare le classifiche di tutto il mondo resta Toy Story 5 di Disney/Pixar. Il quinto capitolo della saga ha incassato altri 70 milioni nel mercato statunitense, con un calo contenuto del -56.2%, portando il suo totale a 297 milioni nei soli Stati Uniti. Si tratta del settimo migliore secondo weekend per un film d’animazione di sempre, superando Toy Story 3 (59.3 milioni) e Toy Story 4 (59.7 milioni).
A livello internazionale sono 89.1 i milioni di dollari raccolti nel secondo fine settimana di programmazione, per un totale globale che sale così a 585 milioni. Si tratta del primo film della saga che riesce a superare i 500 milioni in soli 12 giorni e con due mercati importanti come quello giapponese e tedesco che si uniranno alla festa solamente il 3 e 23 luglio.
Grazie a un ottimo responso critico (93% su Rotten Tomatoes) e pubblico (A al Cinemascore), il film potrà continuare ad avvalersi dell’effetto del passaparola positivo e provare a insidiare il primo posto della classifica annuale del box office, occupato ancora da Super Mario Galaxy – Il film. Ma soprattutto, ha le carte in regola per provare a battere i due precedenti capitoli che si erano fermati poco sopra la soglia del miliardo di dollari.
In terza posizione si piazza Obsession, il fenomeno horror low-budget distribuito da Focus Features che continua a stupire: nel suo settimo weekend statunitense ha aggiunto 9.8 milioni (in calo del 27%), portando il totale nel mercato domestico a 233.9 milioni di dollari e superando L’Esorcista di William Friedkin (1973), diventando il sesto horror con il maggiore incasso di sempre. Sono invece 13.7 i milioni provenienti dai mercati internazionali, con esordi convincenti in Germania (2.6 milioni) e Spagna (1.4 milioni). Il totale sale così a 370.1 milioni di dollari in tutto il mondo e portandosi in sedicesima posizione tra i maggiori incassi horror della storia. Il sorpasso a Sinners – I peccatori (2025) avverrà già nella giornata di domani, ma il film di Curry Barker sembra avere ancora tante pagine di storia del cinema da scrivere e riscrivere.