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Venezia 83 - Primetime: il quinto potere nell'epoca del digitale
Venezia 83 – Succederà questa notte: Nanni Moretti gira il film che ha sempre sognato e sogna la vittoria

Venezia 83 – Succederà questa notte: Nanni Moretti gira il film che ha sempre sognato e sogna la vittoria

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Non ne ha mai fatto mistero: Moretti ha sempre sognato di girare un film d’amore, ce lo ha detto in tutte le salse, contaminando i suoi capolavori di intuizioni e indizi, dal Michele Apicella sessuofobo in Bianca, che invoca un amore che sia assoluto, rinnegando aprioristicamente le tortuosità dei rapporti umani, al Giovanni de Il sol dell’avvenire, che sta per girare un film sul socialismo italiano negli anni ’50, mentre brama in cuor suo un film d’amore pieno di canzoni italiane. Nel mezzo, il dittico auto-fiction degli anni ’90 formato da Caro diario e Aprile: Nanni sta preparando un documentario sull’ascesa del berlusconismo, mentre il suo primogenito sta per venire al mondo. La svolta, passa per l’accettazione dell’amore come soluzione all’amarezza di una realtà avvilente. Succederà questa notte, se letto in questa ottica di “analisi morettiana”, amalgama tutti questi discorsi, nella realizzazione di una storia d’amore irresistibile, autentica come le prime farfalle nello stomaco per i ragazzini innamorati.

Tratto dal romanzo Legami di Eshkol Nevo (autore di Tre piani, penultimo lavoro del regista), racconta una storia d’amore lungo 17 anni, partendo dall’anno in cui entrambi i protagonisti, che ancora non si conoscono, hanno i rispettivi primogeniti. Matteo (Louis Garell) e Greta (Jasmine Trinca) si incontrano per caso su un campo da tennis, nel giorno del matrimonio di lei. Quel game sulla terra rossa improvvisato in un tennis club capitolino lascia intendere la nascita di un desiderio, un’attrazione erotica impulsava, che prende fuoco con la stessa rapidità con cui un fiammifero accende un tappeto di fiamme su un pavimento cosparso di benzina. Non si troveranno per anni, fino a che un incontro fortuito in una caffetteria sveglierà, per la prima vera volta, la passione. Quella di Succederà questa notte è una storia “da film” nell’accezione più stereotipica e banale, se vogliamo, in cui un Moretti consapevole come poche altre volte dei propri mezzi di regista “classico” aiuta i suoi personaggi a trovare un equilibrio, in una dimensione personale serena, ma mai effettivamente gioiosa. La visione del matrimonio (intesa come comunione di spiriti e unione di corpi) non omette però la centralità di figli e genitori nel romanticissimo film del regista romano, anzi.

Forse una delle intuizioni più brillanti dell’opera sta nel non dimenticarsi mai della presenza/assenza dei figli, in un certo senso è come se l’amore tra i due protagonisti (dopo un lungo periodo vissuto da amanti, in clandestinità) riuscisse a trovare una collocazione temporale soltanto nel frangente i cui riescono a vedere in pace con il mondo i propri figli. Da un lato, il personaggio di Garell fa incontrare suo figlio Gregorio con la madre naturale, che lo aveva abbandonato ancora in fasce, spaventata dal peso delle responsabilità, tornandosene in Norvegia non appena messo piede a Fiumicino; dall’altro il personaggio della Trinca rifiuta l’ipotesi di lasciare suo marito per stare con Matteo per dedicarsi a sua figlia maggiore, che nel pieno della tempesta ormonale dei quattordici anni diventa una sorta di hikikomori, rifiutando il contatto con il mondo esterno, marinando scuola ogni giorno e iniziando a vagare per Roma senza meta, sola e in silenzio. Moretti non è mai stato un raccontatore di donne, eccezion fatta per Tre piani e Bianca, dove però il personaggio che dà il nome al film, interpretata da Laura Morante, non è la protagonista, bensì una rivisitazione della femme fatale dei neo-noir. Ci sono sempre prime volte per sperimentare con un racconto al femminile, come ci insegna un altro film di un maestro in concorso (Bucking Fastard) e l’approccio alla “prospettiva di genere aliena” di Nanni Moretti non è da meno, soprattutto per quanto concerne la descrizione di un linguaggio invisibile, innato, tra madre e figlia, che non sono mai sul punto di scontrarsi, durante le crisi della giovane donna. Al contrario, comunicano attraverso lunghi silenzi e condivisioni di ossigeno, di spazi, il più delle volte.

La vera vittoria del regista però, risiede nel distacco dalle sue fisime autoriali (e non), in primis quelle politiche (che in effetti contribuirono ad affossare il già di per sé disastroso melò proposto in Tre piani). Succederà questa notte è un’opera legata, con fare quasi naif, alla smielatezza degli amori puri e assoluti, in cui, per dirla alla Fellini/Flaiano/Pinelli, “la vita è una festa” e bisogna scegliere con chi danzare. Da qui, l’intuizione che porta a una scena musicale (sempre più ricorrenti nel cinema del maestro) sulle note di She’s a Rainbow dei Rolling Stones, semplicemente mozzafiato. Perché nel nuovo, straordinario, film di Nanni Moretti lo spazio filmico (forse il mondo intero) sembra accogliere l’adrenalina che accompagna la scoperta di un amore nuovo, inseguito per tutta una vita, immaginato, desiderato, patito, infine scartato e assaporato. Il finale poi, con la dichiarazione d’amore da parte di lei, che costruisce un’installazione artistica per riconquistare lui, anni dopo la fine della loro liaison, dà una forma fisica all’amore, rendendolo un tempio. Il cuore (famelico, à la Bruce Springsteen) è un’immagine proiettata contro una parete, un’immagine d’amore.

Voto:
4.0 out of 5.0 stars

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