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Venezia 83 – Look Back: tutto il candore del cinema di Kore’eda in una storia tra manga, anime e live-action

Venezia 83 – Look Back: tutto il candore del cinema di Kore’eda in una storia tra manga, anime e live-action

Copyright: Lucky Red

Per la prima volta il maestro Hirokazu Kore’eda si cimenta nell’adattamento di manga, Look Back di Tatsuki Fujimoto, già adattato in un breve film anime nel 2024. L’operazione commerciale alla base, si spiega da sé: l’idea è quella di affidare a un grande narratore di racconti di formazione (forse il più grande della sua generazione) una storia incentrata su due giovani aspiranti mangaka, che impariamo a conoscere quando frequentano ancora la terza elementare, accompagnandole sino all’età adulta. Oltretutto, il grande successo ottenuto da Fujimoto a livello internazionale con Chainsaw Man negli ultimi anni, aiuta la produzione nipponica a facilitarsi il lavoro su un piano pubblicitario, senza considerare che Kore’eda è decisamente più apprezzato dal pubblico occidentale che non da quello asiatico.

Nel pratico in effetti, questa operazione industriale semplicemente impeccabile, si traduce in un adattamento del manga originale tutto sommato pedissequo da parte dell’autore vincitore della Palma d’oro nel 2018. Il più delle volte, si limita a dilatare i tempi di alcune sequenze del testo originale, senza aggiungere elementi inediti che aiutino Look Back ad aderire meglio alla pelle del suo cinema, su tutte pesa l’assenza di uno sguardo sociorealista, sostituito da semplici e convenzionali momenti da slice of life, ma non solo: nel cinema di Kore’eda, il confronto col mondo adulto per i giovani eroi è vitale, è anzi la base del conflitto (dunque la linfa vitale del cinema drammatico). Sono troppi i passaggi in cui l’autore rifiuta il concetto basico di “adattamento” in favore di una trasposizione maniacalmente fedele alla creatura di Fujimoto, limitando di fatto sé stesso. Non mancano di certo le grandi intuizioni, sia chiaro: un genio del cinema non ha bisogno di un capolavoro per partorire idee straordinarie. Su tutte, una riflessione sensazionale sul potere del montaggio sulla vita stessa, in una doppia-sequenza con cui il maestro racconta in primis un episodio tragico e in un secondo momento ci mostra un what if? di come sarebbero andate le cose in quel frangente se le due protagoniste non fossero diventate amiche da bambine: il taglio (letteralmente e non) di un fotogramma da una striscia a fumetti, consegna alla ragazza che tra le due è più sola (praticamente una hikikomori) una versione parziale e decontestualizzata del messaggio: il fotogramma nella sua solitudine inverte l’ordine delle cose e cambia la storia. A questo, c’è da lodare anche il modo in cui Kore’eda trasforma gli ultimi istanti del film in un breve anime, con una sequenza pazzesca, in cui esprime l’apice di gioia delle due giovani donne con una sequenza fantasiosa in animazione classica, come a volerci suggerire che il ponte tra opera cartacea e opera animata sia il cinema live-action.

Indubbiamente un passo avanti rispetto al precedente Sheep In The Box, presentato appena tre mesi fa a Cannes, ma in ogni caso Look Back riesce a restituirci un Kore’eda in grado si stupire attraverso riflessioni teoriche sulla Settima Arte e momenti di sdolcinato candore. Splendido poi, l’omaggio al maestro Miyazaki e allo Studio Ghibli.

Voto:
3.0 out of 5.0 stars

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