The Only Living Pickpocket in New York, esordio alla regia dell’attore Noah Segan, si ispira al cinema noir degli anni ‘40 per raccontare una New York che si spezza fra presente e passato. Presentato al Sundance Film Festival e poi passato alla Berlinale arriva in Italia alla Festa del Cinema di Roma. Portando con sé l’aspettativa di una candidatura agli oscar per John Turturro.
Lontano dalle astrazioni metafisiche di Pickpocket di Robert Bresson, la regia di Segan sceglie la materia viva della città e la romanticizzazione di un “mestiere” controverso. Il borseggio qui non è un vizio né una condanna, bensì un mestiere antico, con una sua precisa dignità artigianale e un’apparente, seppur incongruenza etica quotidiana. Ad incarnarlo è Harry Lehman, a cui Turturro regala una delle performance più mature della sua carriera. L’attore, indimenticabile volto di cult come Il grande Lebowski e Barton Fink, si è immerso nel ruolo con una preparazione meticolosa. Una preparazione che lo ha addirittura portato a studiare il celebre saggio sociologico Whiz Mob di David Maurer. Per poi farsi addestrarecon l’illusionista Apollo Robbins. Un’esperienza sul campo che l’attore rammenta ancora oggi
“Apollo Robbins mi ha insegnato le basi del borseggio. Poi andavo in metropolitana ed ero davvero tentato di metterlo in pratica. Alla fine ho rubato solo alle persone sul set, era la mia routine quotidiana“
Un aneddoto confermato con un sorriso dallo stesso regista Segan, che in aggiunta ha ricordato:
“John ha persino borseggiato mia madre! Ci sono stati giorni in cui mi chiamava e diceva: ‘Ero sulla linea 2 della metropolitana, ho visto qualcuno e ho pensato che potrei farlo. Non l’ho fatto, ma potrei!‘”
Harry è un antieroe che evoca la malinconia di personaggi come Shrek per la sua natura ruvida ma al contempo profondamente umana. Rubare non è per lui avidità, ma sostentamento per prendersi cura della moglie Rosie, gravemente malata e immobilizzata a letto. Una condizione di fragilità domestica che richiama la paralisi recente vista in Verity, creandone così un forte contrasto morale. Harry stesso ribadirà più volte che si tratta solo del suo lavoro. Un mestiere accompagnato da una colonna sonora jazz raffinata, in grado di dialogare con la sensibilità noir vista a Cannes nel film di Andy Garcia: Diamond. In The Only Living Pickpocket in New York ed in parte anche in Diamond la regia adotta un approccio old fashioned. La cinepresa si nasconde lavorando sui minimi dettagli, come la moneta inquadrata da terra con lo sfondo il ragazzo che ha rapinato e la sua macchina. Trasformandosi in un ulteriore richiamo al noir anni ‘40. La metropoli non viene dispersa in panoramiche d’ambiente a 360 gradi, ma rimane stretta attorno al volto del protagonista e alla geografia reale dei suoi ambienti. Segan racconta che l’idea era quella di girare una storia di strada che fosse autentica:
“Volevo raccontare come New York sia cambiata e al tempo stesso non possa cambiare mai. Harry ha doti quasi superumane nel suo lavoro, ma la cosa davvero superumana è riuscire ad andare dal Queens al Bronx in 45 minuti prendendo il treno giusto?“
In questo quadro affiora una feroce critica sociale. Nel rapporto di rispetto reciproco con il detective Warren, interpretato da Giancarlo Esposito, emerge l’amarezza per una città diventata proibitiva. La battuta del poliziotto sui propri figli, costretti a trasferirsi a Staten Island perché incapaci di sostenere il carovita di New York, è la spia di un’inevitabile gentrificazione che cancella la classe media. Su questa frattura si misura anche il divario generazionale. Harry incrocia in metropolitana un giovane borseggiatore e decide di fargli da mentore, ma al contempo si scontra con una modernità di cui non comprende le regole. Analfabeta tecnologico in un mondo quasi privo di contante, finisce per derubare la persona sbagliata, mettendo le mani su un dispositivo digitale che racchiude molto denaro. Harry rimarrà per molto tempo all’oscuro, ed è proprio da questo oggetto che si costruisce il climax. Da mentore, finisce per essere un “Boomer” che non riesce più a stare al passo con i giovani. Creando così un ribaltamento del vecchio saggio. Il suo nemico risulta infatti più astuto di lui. Ma può il sapere tecnologico superare le sue doti da ladro?
Voto:
3.0 out of 5.0 stars