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Il Dottor Stranamore e l’esasperazione dell’uomo moderno

Era il 1964 quando uscì nelle sale uno dei film più controversi del grande Stanley Kubrick (1928-1999): Il Dottor Stranamore – Ovvero: come ho imparato a non preoccuparmi e ad amare la bomba. Questa fantastica commedia nera sta per tornare in sala, restaurata in 4K, dal 12 al 14 ottobre. 

La commedia nera

Il Dottor Stranamore è considerato una delle commedie nere più brillanti di sempre, capace di trasformare l’incubo della guerra nucleare in una satira feroce e irresistibile. L’umorismo nero o commedia nera; in inglese black humor, è un genere umoristico che affronta argomenti il più delle volte molto seri (se non addirittura tabù), con il preciso intento di mettere a disagio il pubblico. L’umorismo nero si differenzia dalla commedia blu, che si concentra maggiormente su discorsi legati a nudità, sesso, fluidi corporei e all’oscenita a trecentosessanta gradi. Inoltre, se da un lato lo humor nero è un concetto relativamente ampio, che include forme di umorismo legate a temi sensibili, dall’altro l’umorismo macabro tende a essere usato più specificamente in relazione alla morte o a situazioni che la ricordano e può, il più delle volte, essere ascritto al macro-genere del grottesco.

Nonostante l’umorismo nero possa risultare chiuso in sé stesso, avendo come fine ultimo la ricerca della risata attraverso la violazione di regole (non scritte) di buon gusto e pudore, è usato (al cinema come in altre forme d’arte e di comunicazione in generale) per suggerire allo spettatore, attraverso una comunicazione drastica, riflessioni su temi sociali e massimi sistemi. Volendoci soffermare su una rapida parentesi all’italiana, è impossibile non citare tra i massimi esponenti della commedia nera nostrana Totò e Paolo Villaggio.

La transizione di Kubrick dalla tragedia alla farsa

Tormentato dall’ansia per una possibile guerra nucleare nella fase più tesa della Guerra Fredda (il post-crisi missilistica di Cuba), Stanley Kubrick, all’inizio degli anni 60, lesse una miriade di testi accademici e giornalistici sul tema, venendo particolarmente colpito dal romanzo di Peter George, Red Alert (1958) e, affascinato, ne acquistò i diritti a soli 3.500 dollari (circa 39.000 dollari del 2026).

All’inizio, con il sostegno del produttore James B. Harris, Kubrick iniziò a scrivere una sceneggiatura intitolata Edge of Doom (potremmo adattarlo in italiano in “Sull’orlo della rovina”, n.d.r.), soffermandosi su una preoccupante descrizione della minaccia dell’atomica. Durante la stesura però, Kubrick si rese conto che certi temi, se raccontati con fare eccessivamente serioso, rischiavano di fare il giro, risultando paradossalmente assurdi. Decise quindi di virare rotta in maniera, per certi versi drastica, trasformando il film in una commedia nera. Harris lasciò il progetto in modo amichevole, una volta stravolta la sua idea di sceneggiatura. Alché il regista assunse Terry Southern abile scrittore satirico, riuscendo così a completare l’opera.

Tra il gennaio e l’aprile del 1963 girò il suo capolavoro presso gli Shepperton Studios, nel sudovest londinese. Lo scenografo Ken Adam realizzò due set rimasti nella Storia del Cinema: La War Room (Sala della Guerra, protagonista della più grande gag di sempre, n.d.r.): una gigantesca sala sotterranea triangolare, dominata da un enorme tavolo circolare coperto da un panno di feltro verde (Kubrick scelse questo colore per rappresentare la geopolitica come un gioco da tavolo, sebbene nessuno se ne sarebbe mai accorto, siccome il film… è girato in bianco e nero!) e sovrastata da gigantesche mappe luminose; Per l’interno del B-52 (l’aereo militare al quale viene dato l’ordine di sganciare l’atomica su un obbiettivo militare in Unione Sovietica), Adam ricostruì la cabina di pilotaggio del bombardiere basandosi su una foto tratta da un libro, dovendo però immaginare di sua sponte molti dettagli, poiché l’aeronautica militare statunitense negò qualsiasi collaborazione con la produzione, ritenendola “antipatriottica”. Il set però si rivelò essere talmente accurato da portare l’FBI a indagare sulla squadra di produzione, temendo che avessero rubato segreti militari. Nonostante il film sia ambientato negli Stati Uniti, si scelse di girare in Inghilterra perché Peter Sellers stava divorziando dalla moglie e non poteva allontanarsi a lungo dal suo paese di residenza. A proposito del rapporto tra Sellers e Kubrick, sin dai tempi di Lolita (1962), precedente lavoro del regista, il leggendario comico britannico aveva dimostrato una sorprendente versatilità recitativa, vestendo i panni di più personaggi all’interno del film. In Stranamore, Sellers interpreta il giovane colonnello Mandrake, il presidente americano Muffley e lo stesso Dottor Stranamore, il personaggio che lo rese immortale. Il braccio “posseduto” di Stranamore, che si flette verso l’alto mettendosi in posa da saluto nazista, non era in sceneggiatura: fu un’idea di Sellers. Era in origine previsto che interpretasse un quarto personaggio: il focoso pilota del B-52, ma Kubrick fece dietrofront a causa di un incidente che procurò all’attore la slogatura di una caviglia, oltre a un accento texano che non lo convinceva a pieno.

Tematiche

A partire dalla fine degli anni ‘50 il tema della guerra nucleare, che appariva sempre più imminente, è oggetto (e soggetto) di dozzine di opere. Nel film di Kubrick, viene smontato il concetto di “distruzione mutua assicurata“, mostrando come il destino dell’umanità sia affidato a protocolli rigidi, malintesi e a una catena di comando incontrollabile. In America si viveva con la costante minaccia atomica in modo apatico, con rassegnazione e il film mostra come l’allora sistema difensivo fosse pericolosamente soggetto all’errore e alla follia umana. Il regista traccia un collegamento stretto tra il militarismo e la feticizzazione delle armi (la bomba, i bombardieri), riconducendolo a una sorta di perversione fallica e di insoddisfatta aggressività maschile. Il film è pieno di allusioni sessuali (per certi versi riconducibili all’imminente ondata della Rivoluzione Sessuale di fine anni ’60) sono influenzati dalla collaborazione alla sceneggiatura di Terry Southern, celebre in quegli anni per il romanzo Candy e per il suo approccio umoristico al sesso. Optando per un registro da commedia nera, Kubrick ridicolizza l’incapacità dell’uomo moderno di confrontarsi con la propria (imminente) fine, inscenando la catastrofe finale in un numero musicale dell’assurdo. In originale, la scena finale vedeva russi e americani prendersi a torte in faccia nella War Room. Kubrick girò la scena ma decise di non utilizzarla perché il tono farsesco mal si accordava all’intenzione generale del resto del film.

Uno Stranamore dopo l’altro, sessant’anni dopo

Era il 16 novembre 2025 quando il Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella durante il suo intervento al Bundestag (parlamento federale tedesco) in occasione della giornata nazionale del lutto (dedicata alle vittime dei conflitti bellici), ha evidenziato come “…nuovi ‘dottor Stranamore’ si affacciano all’orizzonte, con la pretesa che si debba ‘amare la bomba’…”, ponendo l’attenzione sulle sfide che Europa e Occidente si trovano ad affrontare. Il film mostra come la distruzione di massa possa essere innescata da errori burocratici, automatismi militari e follia individuale, un tema che risuona con le tensioni geopolitiche e nucleari contemporanee. I leader politici e militari agiscono seguendo protocolli rigidi e assurdi, incapaci di fermare una catastrofe imminente per orgoglio e per il terrore di perderci la faccia.

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