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RoFF – I Love Boosters, una colorata satira sociale

Copyright: Neon

Dopo l’esordio di Sorry to Bother You (2018) e I’m a Virgo, Boots Riley, musicista e attivista di Oakland torna con quello che definisce il suo film più accessibile. I Love Boosters, presentato al BFI London Film Festival e ora al Festival del Cinema di Roma nella sezione concorso progressive cinema è un film che racchiude più di quanto pensiamo. Un’apparente commedia innocua, che in realtà racchiude diverse denunce sociali, tra cui spicca la satira pro-worker. Ma ciò che rende quest’opera veramente iconica è la sua realizzazione. Per realizzare un teletrasporto, borse magiche, inseguimenti in stop-motion e un grattacielo storto sono bastati solamente 20 milioni di dollari. Invece dei 70 milioni che servirebbero ad Hollywood. Riley ha infatti deciso di rifiutare  la solita CGI levigata, scegliendo un approccio lo-fi ed artigianale:

“Molte volte negli indie ti dicono di tagliare il 30% della sceneggiatura, ma così perdi la sostanza. Io preferisco far vedere le cuciture. La patina commerciale è la nemica di un approccio ferocemente umanistico.”

Mentre per la sequenza chiave dei furti nei grandi magazzini, Riley ha usato la tecnica usata da Greenaway ne Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante. Ovvero delle scenografie costruite con l’aiuto di una sola parete, portando il regista a compiere esclusivamente inquadrature frontali attraverso una grafica ben precisa. Queste inquadrature non sembreranno mai ripetitive, proprio grazie al ritmo frenetico del montaggio di Terel Gibson, Matthew Hannam.  Una condizione che costringeva il cast a cambi d’abito fulminei dentro un furgone ripreso da un’unica angolazione.

Le protagoniste, le quali condividono una chimica impeccabile vengono guidate dalla leader carismatica Corvette. Quest’ultima interpretata da Keke Palmer, una taccheggiatrice professionista con il sogno di diventare stilista lei stessa. Ma la Velvet gang non finisce qui, se Corvette ha il vizio di lasciare sulla scena del crimine sempre la carta delle sue caramelle Happy Rustlers, Mariah (Taylour Paige) che, trattenendo il fiato, riesce a mimetizzarsi diventando completamente bianca. Poi c’è Sade interpretata da Naomi Ackie, l’amica affidabile, nonché “il sole e la luna” di Corvette. Dopo queste presentazioni ci rendiamo subito conto che I Love Boosters avrebbe inserito degli elementi fantastici all’interno della narrazione.

La villain interpretata da una Demi Moore bionda è una psicotica e spietata magnate dell’alta moda, che vive in un grattacielo storto. Sì, veramente storto: tanto che con le scarpe sbagliate si finisce per scivolare verso il fondo della, cosa che succede alla nostra protagonista Corvette quando tenta di intrufolarsi. Come possiamo infatti vedere gli elementi fantastici non vogliono donare solamente una nota surreale al racconto, bensì anche una nota di comicità. Una comicità che risiede anche nei personaggi, l’antagonista Christine Smith, è così ridicolo che finirà per essere divertente. Donandole l’archetipo dei governatori e dei CEO delle varie multinazionali. Difatti a lei non interessano le condizioni lavorative in Cina, poiché il suo obiettivo è solo che le persone si mettano al suo servizio per indossare la sua arte.

A ciò si ricollega infatti uno dei più grandi plot twist presenti in I Love Boosters. La Velvet Gang si ritrova infatti ad essere stata preceduta nella sua rapina da Jianhu, interpretata da Poppy Liu. Un’operaia cinese che attraverso il teletrasporto arriva negli Stati Uniti, per rimandare i vestiti in Cina. Una vera e propria vendetta operaia che abbraccia lo stesso obiettivo della gang, quello di distruggere Christine Smith, che nel mentre ha iniziato a rubare i capi di Corvette, spacciandoli per suoi. La moda e l’originalità degli abiti è dunque centrale per Riley, così come il trucco e le acconciature.

La costumista Shirley Kurata, celebre per il suo lavoro stilistico in Everything Everywhere All at Once, crea un guardaroba color caramella. Successivamente esaltata dalla fotografia pop di Natasha Braier, in grado di esaltare al contempo gli accesi caratteri delle protagoniste. E con esse anche i vari raparti tra cui il reparto trucco di Jeremy Dell

“I Love Boosters ci ha dato il permesso di creare un make-up più artistico che realistico. Non stavamo cercando di replicare la bellezza quotidiana: stavamo costruendo un universo amplificato. Un’estetica espressiva, strana, teatrale ed emozionale, insomma tutto insieme.”

Il rubare e in parte rispedire questi abiti diventa dunque una riappropriazione popolare contro il lusso esclusivo dell’alta moda. Accompagnata dalla lotta operaia, che a causa delle difficili condizioni lavorative non garantisce l’arrivo a fine mese, né una salute adeguata. I Love Boosters si conferma dunque un opera piena di tantissimi elementi, come anche la questione dei demoni, che una volta smascherati si trasformano in creature stop-motion. Un’opera che quindi riesce a sviluppare gli elementi senza accantonarli, raccontando delle problematiche sociali attraverso l’ironia.

Voto:
4.0 out of 5.0 stars

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