Che sia attraverso gli alieni o i “super-ragni“, il 2026 di Hollywood vede la macchina dei sogni per eccellenza farsi predicatrice del valore dell’empatia e The invite – Il piacere è tutto nostro di Olivia Wilde ribadisce questa inclinazione con tanto umorismo e, inaspettatamente, un pizzico di dramma.
Per evadere dalla routine che sta logorando il suo matrimonio con Joe (Seth Rogen), Angela (Olivia Wilde) invita a cena i loro vicini di casa Piña (Penélope Cruz) e Hawk (Edward Norton), una coppia dedita allo scambismo sessuale.
Il ritmo indiavolato del frizzante film di Wilde tutto ambientato all’interno delle mure domestiche (ovvia metafora della natura claustrofobica del matrimonio tra Angela e Joe) guida il pubblico in un racconto tutto costruito, a partire dall’ottima sceneggiatura di Will McCormack e Rashida Jones, su intense coppie oppositive. Innanzitutto, quella costituita da armonia e disarmonia: il rapporto tra i due è sempre scandito dai numerosi litigi che si innescano per i motivi più futili. La coppia formata da Piña e Hawk, invece, è perfettamente equilibrata, merito della loro predisposizione al dialogo e alla comprensione reciproca.
Un’ulteriore dicotomia, che contribuisce a formare l’irresistibile humour del film, è quella composta dai termini espressione e repressione, rappresentati, come si può intuire, rispettivamente dalla coppia ospitata e da quella ospitante. Ogni divertente scambio o alterco tra i personaggi ha sempre a che vedere con il poter fare e il volere fare, un asse che nell’ambito sessuale si sviluppa proprio a partire dal dialogo all’interno della coppia e, in questo caso, anche tra le coppie. Di fondamentale importanza è ovviamente la richiesta del consenso, subito seguita dall’espressione della volontà da parte del partner di volere effettivamente lanciarsi in una nuova pratica sessuale.
Questa disposizione evidenza chiaramente le differenze tra le due coppie; eppure, l’arguta sceneggiatura del film non riduce l’opera a un mero racconto di due mentori (Piña e Hawk) e due allievi (Angela e Joe). Al contrario, l’ispirata e controllata regia di Wilde – tutta giocata sulle linee immaginarie che segnano la distanza tra i personaggi nello spazio domestico – si insinua anche nelle crepe della relazione apparentemente perfetta tra Piña e Hawk. Anche loro saranno infatti costretti al litigio, ma se per Angela e Joe quest’ultimo rappresenta un momento di scontro cieco, per gli altri due diventa un’occasione di uleriore confronto e di esercizio dell’empatia.
Comunque, è proprio in queste occasioni che The invite scoperchia abilmente il suo lato drammatico, reso piuttosto credibile dall’ottimo quartetto di attori. Allora, ecco che il tono della pellicola si fa improvvisamente più soffuso e si rivela all’insegna di un romanticismo tristemente caldo, mentre la nitida messinscena di Wilde convoglia l’azione emotiva su piccoli dettagli, ad esempio un pianoforte.
Lo strumento musicale, uno dei tanti correlativi oggettivi del tema della repressione (Joe si rifiuta di sfiorarlo anche solo con un dito dopo tanti anni di delusioni lavorative), si ammanta di un profondo senso romantico e si inserisce nella tradizione dei “film d’amore con pianoforte”, come Lezioni di piano, La La Land, La pianista (ovviamente in senso tragico e conflittuale), Casablanca e anche L’uomo che ho ucciso (Broken Lullaby, 1932) di Ernst Lubitsch, da cui sembra quasi che la sorprendente Olivia Wilde abbia ripreso, parafrasandolo, lo splendido finale.
In fin dei conti, The invite prova a concepire l’amore come un magma sempre in subbuglio e che, per addomesticarlo, occorre tanto dialogo. Altrimenti, diventa proprio com’è descritto nell’Habanera di Bizet (una versione tensiva e spinosa del brano funge da leitmotiv nelle scene più concitate):
"L’oiseau que tu croyais surprendre
battit de l’aile et s’envola –
l’amour est loin, tu peux l’attendre ;
tu ne l’attends plus, il est là !
Tout autour de toi vite, vite,
il vient, s’en va, puis il revient –
tu crois le tenir, il t’évite,
tu crois l’éviter, il te tient."
Voto:
3.5 out of 5.0 stars