È innegabile che il primo capitolo di questo giovanissimo franchise, Super Mario Bros. – Il film, dovesse essere confezionato in un certo modo, per piacere a tutti. Questo perché Hollywood ha inseguito per decenni Nintendo e Shigeru Miyamoto per convincerli ad adattare per il grande schermo le avventure del baffuto idraulico italiano. Una volta giunti all’accordo con Universal e Illumination (lo studio d’animazione dietro alla saga di Cattivissimo Me), non si poteva sbagliare progetto. Insomma, per citare i colleghi di casa SEGA, un incidente sulla falsariga di Sonic – Il film non poteva essere commesso.
Tutto sommato infatti, Super Mario Bros. – Il film risultava godibile, su un piano dell’avventura. Non eccezionale invece, per quanto riguarda l’utilizzo del mondo fantastico del franchise di Mario, dalle trasformazioni ai biomi naturalistici (come il regno di Donkey Kong). La speranza, era che un ipotetico sequel potesse essere realizzato con maggior libertà creativa; non ci si aspettava qualcosa di stravolgente à la Il gatto con gli stivali 2, per carità. Ma all’annuncio di un adattamento di Super Mario Galaxy, il miglior titolo della saga videoludica di sempre, era lecito presumere che sarebbero stati fatti dei passi avanti.
Purtroppo, siamo qui a dover demolire quel presagio, tre anni dopo. Il film di Super Mario Galaxy fa acqua da tutte le parti, una volta riportato che da un punto di vista estetico è stato fatto un lavoro incredibile, che innalza il livello delle animazioni e dell’esperienza visiva di almeno due o tre spanne, rispetto al suo predecessore. Le sequenze di combattimento, tutte quelle in presenza di Bowser Jr, sono mozzafiato (potete già ammirare degli spezzoni nei trailer in effetti), così come alcune sequenze incentrate sull’esplorazione delle varie galassie, come quella ambientata nel casinò dei villain (che richiama il Guerre Stellari di George Lucas). In effetti però, proprio questa sequenza è esemplificativa di quanto sia stato sbagliato su un piano di scrittura: protagonisti della scena d’azione che chiude la sequenza, sono i villain di Super Mario Bros. 2, titolo del 1988 dimenticato dai videogiocatori più giovani, ma non solo.
Il film di Mario Galaxy condisce i suoi miseri 98 minuti di durata con qualsivoglia personaggio, dinamica di gioco, trasformazione, bioma e riferimento facente parte del macro-cosmo di Mario. Al punto da portare sul grande schermo personaggi dimenticati dalle nuove generazioni, come Mouser e Wart. La struttura del film è così fallace da non lasciare mai un attimo allo spettatore per provare a respirare l’aria dei nuovi ambienti visitati. Scegliere di chiamare il tuo nuovo capitolo della saga cinematografica Super Mario Galaxy presupporrebbe un adattamento dei due titoli Galaxy, come è ovvio che sia.
Nel pratico invece, quello che Nintendo e Illumination hanno realizzato, unisce, come appena precisato, (almeno) una decina di titoli Nintendo all’interno del proprio lungometraggio. Al punto da non riuscire a distinguere cosa sia essenziale e cosa no. Questo, è stato annunciato come “il film di Yoshi” sin dal 2023. Nel pratico però, Yoshi viene accantonato a più riprese ed è un errore madornale: i bambini avrebbero potuto amarlo alla follia, se gestito meglio.
Restando sulla “questione Galaxy”, i due capitoli per Nintendo Wii si reggevano su alcune regole ben precise: in primis, l’alternarsi di diverse forze di gravità, di pianeta in pianeta (ma anche di satellite in satellite o di piattaforma in piattaforma); l’esplorazione di biomi naturalistici mozzafiato; le trasformazioni di Mario sempre interconnesse agli elementi della galassia che esplora (nuvola, roccia, ape, per citarne alcuni). Senza neanche aprire la parentesi sugli eterei accompagnatori di Mario, gli Sfavillotti e la loro madre Rosalinda, che nel film vengono ridotti a comprimari, con pochissimo screen-time. Perché se da un lato la saga cinematografica sta facendo di tutto per evitare di far passare la Principessa Peach per una “donna da salvare”, rendendola (in particolare in questo sequel) una sorta di John Wick più aggraziata, Rosalinda ha ristabilito quella figura femminile che Illumination aveva cercato in tutti i modi di annullare nel primo film. Anche lì, sembra quasi che Rosalinda venga sfruttata soltanto per aprire collegamenti con eventuali sequel, una sorta di personaggio-teaser (la scena post-credit lo conferma).
In Super Mario Galaxy – Il film le galassie da esplorare sono quasi sempre tangenziali rispetto a un altro tipo di percorso: il solito inseguimento del villain, la fantomatica “corsa al castello” del cattivo, senza che venga ritagliato il giusto minutaggio all’esplorazione di biomi fantastici, che giochino con trasformazioni e regole del gioco in costante cambiamento.
Ma a quanto pare, Illumination e Nintendo erano troppo concentrati sul drogare il film di citazioni al “Mario-Verse”, che in effetti compie quarant’anni in questi mesi, perciò…
2.0 out of 5.0 stars