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The Drama: la superficialità non è il dilemma

Copyright: I Wonder Pictures

Qual è la cosa peggiore che tu abbia mai fatto?” forse poteva essere la tagline perfetta per il nuovo film di Kristoffer Borgli se la campagna promozionale del film avesse voluto premere maggiormente sul pedale dell’etica anziché sui faccioni bellissimi e qui stralunati di Zendaya e Robert Pattinson. Tra il rischio di spacciarlo per un After the Hunt e quello di farlo sembrare un Prima ti sposo poi ti rovino, la campagna internazionale ha scelto di andare nella seconda direzione.
The Drama – Un segreto è per sempre, quarta regia per il regista norvegese e seconda collaborazione americana con A24, è una deliziosa romcom nera, grottesca al punto giusto e che ha chiaramente l’ambizione di puntare ad un pubblico più vasto possibile abbassando il target anagrafico. E la scelta di non sbandierare in pubblicità il dilemma dei nostri, facendo leva anche sulla paura dello spoiler, probabilmente pagherà.

Emma e Charlie sono una coppia trentenne che sta organizzando il proprio matrimonio. Durante una cena con i propri amici e testimoni emerge un segreto nascosto fin dall’adolescenza che cambia tutte le prospettive.
Il Charlie di Pattinson, come il Paul Matthews di Nicholas Cage in Dream Scenario, ha raggiunto un livello di istruzione medio-alto, è affascinante ma dall’aria dimessa, non ha dipendenze ma è sfatto come se le avesse tutte, sembra più a suo agio nell’essere vessato che a vessare (sebbene sul lavoro non sia un subordinato). La Emma di Zendaya appare più decisa, forse a primo sguardo potrebbe sembrare lei la leader della coppia, ma in realtà è probabilmente il suo personaggio più vulnerabile e fragile tra quelli interpretati finora al cinema. Emma è sorda, sola come un cane, fondamentalmente irresponsabile e che ha vissuto tutta la vita dopo essersi autoassolta dal suo grande errore di gioventù. Entrambi di cultura non infima, ma fondamentalmente dei cretini con una vita fortunata che a un certo punto chiede loro il conto, nemmeno troppo salato.

Borgli rappresenta quasi con tinte horror quella che è una commedia grottesca, riprendendo temi e soluzioni già presenti in Dream Scenario: controcampi illusori e a tratti inquietanti, protagonisti remissivi ma allo stesso tempo sopra le righe, desideri di trasgressione (o eversione) castrati, riflessioni sul reale valore delle relazioni, delle ambizioni (anche solo amorose) e della rinuncia. E forse uno dei suoi difetti, ricorrente ma fondamentalmente innocuo, è proprio la scelta di ricorrere quasi ossessivamente a specchi, illusioni e impressioni distorte per indicare il paranoico che aleggia su entrambi i protagonisti. Il loro amore nasce praticamente da una bugia, totalmente inoffensiva e per alcuni dolce, ma da parte di lui rischia di finire per una verità che lei ha omesso per troppo tempo.

Le verità filtrano sempre tra i fiumi dell’alcol e se c’è una cosa che accomuna la cultura norvegese a quella statunitense è il rapporto distorto con gli alcolici. Nel film, ogni volta che si vede un bicchiere in mano a una persona, viene rivelata una nuova verità che però è sempre superflua, mortificante e mai liberatoria. Le risposte alla domanda iniziale… beh, nessuno di noi avrebbe voluto ascoltarle. Non per chissà quale atrocità commessa, ma perché fonti di inutili imbarazzi.

The Drama è onestissimo nelle sue intenzioni e nella sua natura. Non nasconde la sua superficialità, la sua necessità di essere pop, il totale disinteresse verso lo scavo di dilemmi sociali anche serissimi e ridicolmente attuali, non nasconde il suo sprezzo verso tutti i suoi personaggi, pronti ad abbaiare per non essere morsi. Invece, decide sinceramente di non voler elargire condanne morali né punizioni. Come se per Borgli la pena migliore per questi peccati, sempre progettati e poi castrati, non possa essere altro che l’imbarazzo.

E alla fine la cosa peggiore che i nostri protagonisti possono fare è scegliere di perdonarsi.

Voto:
3.0 out of 5.0 stars



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