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“Street Fighter” conquista il weekend, ma la vera sorpresa della settimana è l’esordio di “You Can See Everything”!

“Street Fighter” conquista il weekend, ma la vera sorpresa della settimana è l’esordio di “You Can See Everything”!

Copyright: Eagle Pictures

Ci eravamo lasciati con il dominio incontrastato di Spider-Man: Brand New Day e Odissea di Christopher Nolan, che hanno coltivato questo duopolio anche nelle settimane successive. Il weekend appena concluso ha portato invece in sala un mix di generi e risultati altalenanti: Street Fighter ha ottenuto un esordio incoraggiante, firmando il miglior weekend d’apertura per il noto franchise videoludico e conquistando la vetta del botteghino statunitense con 31 milioni di dollari, alle spalle soltanto di Mortal Kombat II (38.5 milioni) tra gli adattamenti tratti da videogame di combattimento. Il risultato è più che raddoppiato rispetto alle precedenti trasposizioni con il primo film Street Fighter che aveva esordito con 6.9 milioni nel 1994 e Street Fighter – La leggenda che nel 2009 esordiva on la misera cifra di 4.7 milioni.

A livello internazionale sono 20.1 i milioni raccolti negli oltre 60 mercati in cui è stato distribuito, ancora una volta alle spalle del solo Mortal Kombat II (23 milioni) per quanto riguarda il genere, per un totale globale di 51.1 milioni. Con un budget di produzione di circa 80 milioni senza le spese di marketing, il film segna quindi una partenza dolceamara per via di una accoglienza non entusiasmante tra il pubblico (B- al Cinemascore) e nettamente più negativa tra la critica (41% su Rotten Tomatoes).

Occupa la seconda posizione You Can See Everything: il documentario distribuito dalla A24 ha riscritto i record del genere con un esordio storico da 15 miloni in soli 855 schermi. Con una media per sala di 17.500 dollari segna inoltre il record assoluto per un documentario uscito in oltre 100 schermi. Questo risultato così importante non solo da continuità all’ottima annata della casa di produzione e distribuzione fondata nel 2012, ma conferma un crescente interesse del pubblico per le produzioni di stampo documentaristico allineandosi al grande successo di Naza, che, con quasi 5 milioni incassati nella nostra penisola, si è imposto come il secondo maggiore incasso di sempre per un documentario.

Crolla al terzo posto Mammina (Other Mommy) sotto il peso della peggiore accoglienza del 2026 (D+ al Cinemascore). Nel secondo weekend statunitense ha raccolto solo 8.3 milioni, in calo del -70.1% rispetto al suo esordio della scorsa settimana, per un totale di 44.9 milioni. Nei restanti mercati sono 9.6 i milioni incassati dal film co-prodotto da Blumhouse e Atomic Monster e distribuito da Universal Pictures. Un calo del -45.8% rispetto all’esordio, decisamente più confortante rispetto al weekend appena concluso negli Stati Uniti. Grazie a un totale globale di 78.8 milioni e con un budget di produzione di soli 19 milioni, il film si conferma l’ennesimo successo commerciale del genere horror con proiezioni finali comprese tra i 110 e i 130 milioni di dollari a fine corsa.

Whalefall ha deluso le aspettative dei 20th Century Studios. L’avventura dal taglio horror ha esordito con soli 8 milioni domestici e 9.5 milioni internazionali, per un debutto globale di 17.5 milioni. Con un budget di produzione che si attesta attorno ai 60 milioni, le prospettive di pareggio in sala appaiono ormai irraggiungibili. Al contrario, il Resident Evil di Zach Cregger continua a mostrare una tenitura impressionante. Nel quinto fine settimana ha superato i 361 milioni a livello globale, con proiezioni finali tra i 390 e i 420 milioni in base a quanto inficeranno sulla sua tenitura le nuove proposte di halloween. Un risultato entusiasmante che conferma da una parte la bravura del regista nel saper intercettare un pubblico sempre più vasto dopo i successi precedenti di Barbarian e Weapons e dall’altra aumenta maggiormente l’interesse per l’uscita di Elden Ring di Alex Garland. Che sia la via autoriale la strada da seguire (e perseguire) per poter consolidare il genere?

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