Nella mattinata di mercoledì 3 dicembre, sono state annunciate le nomination della 41esima edizione dei Film Independent Spirit Awards,, i premi dedicati al cinema indipendente statunitense. La cerimonia in cui saranno annunciati i vincitori si terrà all’Hollywood Palladium di Los Angeles il 15 febbraio 2026, a ben un mese di distanza dagli Oscar e con la possibilità, dunque, che i membri votanti dell’Academy possano esserne influenzati nelle loro decisioni finali.
Affinché un film sia eleggibile per una candidatura è necessario che il suo budget non superi la soglia dei 30 milioni di dollari. Pertanto, film come Weapons di New Line (costo di produzione di 38 milioni) che stanno ottenendo consensi in questa stagione dei premi non possono essere considerati; lo stesso vale per titoli come The Smashing Machine di A24 con Dwayne Johnson (50 milioni), Marty Supreme di Josh Safdie per A24 (produzione oltre i 60 milioni), Bugonia di Focus Features (50 milioni) e Kiss of the Spider Woman, acquisito al Sundance da Roadside Attractions/LD/Lionsgate. Per non parlare ovviamente di Una battaglia dopo l’altra di Paul Thomas Anderson, costato 130 milioni di dollari.
Comunque, gli Independent Spirit sono stati in passato spesso dei forti indicatori per quanto riguarda gli Oscar (basti pensare a quanto accaduto l’anno scorso con Anora, premiato con tre Indipendent Spirit poi tradottisi nei relativi tre Oscar). Quest’anno la situazione sembra abbastanza diversa, considerando i grandi esclusi che abbiamo appena menzionato.
A margine dell’annuncio delle candidature, Brenda Robinson, presidente di Film Independent, ha dichiarato:
“Il lavoro distinto e ispirato prodotto dai nostri artisti candidati quest’anno mostra sia l’incredibile ampiezza sia la natura essenziale dell’arte indipendente che viene creata oggi. Questi artisti dimostrano brillantemente che non c’è limite ai luoghi in cui i narratori possono trovare dramma, umorismo e bellezza, il tutto mentre sfidano il pubblico a rimanere coinvolto e curioso, a proteggere lo spazio in cui l’arte indipendente può prosperare.”
Di seguito trovate tutte le nomination:
Miglior Film:
- Peter Hujar’s Day – prodotto da Jonah Disend, Jordan Drake
- The Plague – prodotto da Derek Dauchy, Joel Edgerton, Roy Lee, Lucy McKendrick, Steven Schneider, Lizzie Shapiro
- Sorry, Baby – prodotto da Mark Ceryak, Barry Jenkins, Adele Romanski
- Train Dreams – prodotto da Michael Heimler, Will Janowitz, Marissa McMahon, Ashley Schlaifer, Teddy Schwarzman
- Twinless – prodotto da David Permut, James Sweeney
Miglior Esordio:
- Blue Sun Palace – diretto da Constance Tsang
- Dust Bunny – diretto da Bryan Fulle
- East of Wall – diretto da Kate Beecroft
- Lurker – diretto da Alex Russell
- One of Them Days – diretto da Lawrence Lamont
Miglior Regista:
- Clint Bentley – Train Dreams
- Mary Bronstein – If I Had Legs I’d Kick You
- Lloyd Lee Choi – Lucky Lu
- Ira Sachs – Peter Hujar’s Day
- Eva Victor – Sorry, Baby
Miglior Sceneggiatura:
- Michael Angelo Covino, Kyle Marvin – Splitsville
- Angus MacLachlan – A Little Prayer
- James Sweeney – Twinless
- Christian Swegal – Sovereign
- Eva Victor – Sorry, Baby
Miglior Sceneggiatura d’esordio:
- Andrew DeYoung – Friendship
- Elena Oxman – Outerlands
- Alex Russell – Lurker
- Syreeta Singleton – One of Them Days
- Constance Tsang – Blue Sun Palace
Miglior Interprete Protagonista:
- Everett Blunck – The Plague
- Rose Byrne – If I Had Legs I’d Kick You
- Kathleen Chalfant – Familiar Touch
- Chang Chen – Lucky Lu
- Joel Edgerton – Train Dreams
- Dylan O’Brien – Twinless
- Keke Palmer – One of Them Days
- Théodore Pellerin – Lurker
- Tessa Thompson – Hedda
- Ben Whishaw – Peter Hujar’s Day
Miglior Interprete Non Protagonista:
- Naomi Ackie – Sorry, Baby
- Zoey Deutch – Nouvelle Vague
- Kirsten Dunst – Roofman
- Rebecca Hall – Peter Hujar’s Day
- Nina Hoss – Hedda
- Jane Levy – A Little Prayer
- Archie Madekwe – Lurker
- Kali Reis – Rebuilding
- Jacob Tremblay – Sovereign
- Haipeng Xu – Blue Sun Palace
Miglior Interpretazione Rivelazione:
- Liz Larsen – The Baltimorons
- Kayo Martin – The Plague
- Misha Osherovich – She’s The He
- SZA – One of Them Days
- Tabatha Zimiga – East of Wall
Miglior Fotografia:
- Alex Ashe – Peter Hujar’s Day
- Norm Li – Blue Sun Palace
- David J. Thompson – Warfare – Tempo di guerra
- Adolpho Veloso – Train Dreams
- Nicole Hirsch Whitaker – Dust Bunny
Miglior Montaggio:
- Ben Leonberg – Good Boy
- Carson Lund – Eephus
- Fin Oates – Warfare – Tempo di guerra
- Sara Shaw – Splitsville
- Sofía Subercaseaux – Il testamento di Ann Lee
Miglior Documentario:
- Come See Me in The Good Light – diretto da Ryan White
- Endless Cookie diretto da Peter Scriver e Seth Scriver
- My Undesirable Friends: Part I – Last Air in Moscow diretto da Julia Loktev
- The Perfect Neighbor diretto da Geeta Gandbhir
- The Tale of Silyan diretto da Tamara Kotevska
Miglior Film Internazionale:
- L’agente segreto (Brasile) diretto da Kleber Mendonça Filho
- On Becoming a Guinea Flow (Zambia/GB/Irlanda) diretto da Rungano Nyoni
- A Poet (Colombia) diretto da Simón Mesa Soto
- Sirat (Spagna) diretto da Oliver Laxe
- Tutto quello che resta di te (Palestina/Giordania/Germania/Cipro) diretto da Cherien Dabis