A distanza di un decennio dal Classico originale (2016) e due anni dopo il suo sequel (Oceania 2, novembre 2024), Màui e Vaiana tornano oggi, 19 agosto 2026, nelle sale italiane con il remake live action del primo film.
Storia produttiva
Il film venne annunciato da Dwayne Johnson, sul suo canale YouTube nell’aprile del 2023, con lo stesso Johnson che, dopo aver già doppiato Màui nei due film animati, sarebbe tornato a interpretarlo nella versione live-action, oltre a figurare come co-produttore dell’opera. Mentre Auli’i Cravalho, doppiatrice di Vaiana nei film d’animazione, è stata coinvolta solo come produttrice esecutiva. Il film è diretto da Thomas Kail, regista già noto per il film-concerto di Hamilton (2020), musical capolavoro di Broadway ideato da Lin Manuel Miranda.
La colonna sonora
Marck Mancina e Opetaia Foa’i, già compositori della colonna sonora del Classico e del suo sequel, ritornano ad arrangiare le musiche di questo remake. Con loro c’è anche il già citato Lin Manuel Miranda, uno degli autori principali delle canzoni iconiche del primo film. Quest’ultimo ritornerà a comporre la colonna sonora nella versione live action, dopo essersi allontanato dalla produzione di Oceania 2 a causa di altri impegni lavorativi.
Màui: la leggenda del semidio
La trama di Oceania prende ispirazione da vari miti polinesiani, in particolare quelli legati alla figura di Màui.
Nella mitologia polinesiana, Màui è un semidio che compie gesta epiche e sovrannaturali narrate in vari racconti in tutto il territorio culturale polinesiano, che comprende le Hawaii (Stati Uniti), Nuova Zelanda, l’Isola di Pasqua (Cile), Samoa e Tahiti (Polinesia Francese).
Si narra che grazie all’enorme amo di Màui chiamato Manaiakalani (secondo alcune versioni donatogli dagli dei), usando come esca l’ala dell’uccello alae, pescò alcune isole, tra cui le Hawaii. Il mito vuole che Màui sia stato abbandonato dalla madre mentre era ancora in fasce poiché nato storpio. Nonostante il trauma d’abbandono si rivelò essere molto intraprendente, riuscendo a trovare la strada di casa, unendosi ai suoi numerosi fratelli.
Una volta addormentato, il Destino lo fece diventare uno splendido semidio bambino, al punto che la madre, accortasi del suo ritorno e del suo splendido nuovo aspetto, lo riaccolse in casa.
Le imprese di Màui secondo i miti polinesiani
Sono state molte gesta ad aver reso Màui centrale nella mitologia polinesiana. Tra le più celebri abbiamo la nascita delle isole Hawaii di cui sopra. Secondo il mito, un giorno mentre era a pesca il suo amo si impigliò nel fondale marino e per farsi dare una mano chiamò i suoi fratelli, per farsi beffe di loro, riportando loro che un pesce enorme aveva abboccato. Màui e i sui fratelli con questo sforzo tirarono fuori dall’acqua un’intera isola. Il giovane semidio ripeté più e più volte questo scherzo ai fratelli, fino a che non emersero tutte le isole delle Hawaii.
Un’altra impresa di Màui fu quella di far rallentare il sole e allungare le giornate. Sua madre Hina si lamentava che il suo kapa (tipico abito hawaiano) non si riusciva ad asciugare perché lì, la luce del giorno durava troppo poco. Alché Màui scalò la montagna Haleakalà (casa del sole) e appena iniziò a sorgere il sole, legò alcuni raggi solari con una corda ricavata dai capelli di sua sorella. Il sole lo implorò di lasciarlo libero e solo a quel punto la leggenda si placò, a patto che allungasse la durata del giorno. Da allora le giornate sono più lunghe nel periodo estivo e più brevi in quello invernale.
Interessante come nel film Disney Oceania vengano rappresentate le varie gesta di Màui. Il personaggio, infatti, è un ibrido tra due stili di animazione. Tutto il suo corpo è animato in computer-grafica, mentre le sue gesta sono rappresentate dai suoi tatuaggi, che ricoprono il suo corpo. E a differenza del resto del corpo, i disegni e le animazioni dei tatuaggi sono realizzate a mano con la tecnica tradizionale, che non veniva più utilizzata in Disney dal 2011, con il 51° Classico del canone: Winnie the Pooh – Nuove avventure nel Bosco dei 100 Acri. lo stile dei disegni dei tatuaggi prende ispirazione sia dal Tatau (tipico stile d’arte polinesiana che viene eseguita con strumenti a percussione), sia dallo stile neo-polinesiano tribale.
Una versione animata del semidio, il mini-Màui interagisce direttamente approvando e disapprovando varie scelte.
La necessità di un live-action
Molti live action Disney sono spesso considerati inutili perché si limitano ad un semplice copia-incolla del film animato, a tratti shot by shot, perdendo molta di quella magia e di quella forza espressiva dei Classici d’animazione. Per citare un esempio recente, gli animali realizzati in computer grafica ne Il re leone (2019) perdono totalmente espressività, a causa dell’eccessiva ricerca di fotorealismo. Riuscirà questo nuovo adattamento in live action a regalarci qualcosa di nuovo e restituirci le stesse emozioni del classico? Lo scopriremo solo andando al cinema, dal 19 agosto, anche in formato IMAX.