La stagione dei premi entra sempre più nel vivo e come ogni anno è d’obbligo il passaggio dai premi della critica, in particolare dai riconoscimenti assegnati dalle specifiche associazioni di critici statunitensi organizzate in circoli a seconda dell’area geografica. Dopo i premi del NYFCC, è il momento di spostarsi sulla West Coast per le premiazioni effettuate dalla Los Angeles Film Critics Association.
Fondata nel 1975, l’associazione persegue da tempo la missione di sostenere un cinema audace e senza compromessi e di ampliare la comprensione, all’interno dell’industria, di ciò che costituisce l’eccellenza. Nella serata del 7 dicembre, il circolo dei critici cinematografici di Los Angeles si è riunito per il suo 51esimo incontro annuale per determinare i migliori risultati cinematografici del 2025. Quest’anno segna anche la quarta edizione in cui le categorie relative alla recitazione sono gender-neutral.
La pellicola vincitrice dello scorso anno come miglior film, Anora, ha proseguito la tradizione della LAFCA di valorizzare opere audaci e artisticamente ambiziose che in seguito trovano risonanza anche presso l’Academy. Tale linea comprende storie di successo agli Oscar come The Hurt Locker (2009), Il caso Spotlight (2015), Moonlight (2016) e Parasite (2019), che hanno tutte conquistato l’Oscar per il miglior film.
Sebbene il gruppo sia noto per i suoi gusti raffinati e audaci, i suoi giudizi spesso si allineano con quelli dell’Academy. Dal 2009, sei registi premiati dalla LAFCA hanno poi vinto l’Oscar per la miglior regia, tra cui Kathryn Bigelow per The Hurt Locker, Alfonso Cuarón per Gravity, Guillermo del Toro per La forma dell’acqua, Bong Joon-ho per Parasite, Chloé Zhao per Nomadland e Jane Campion per Il potere del cane.
Nell’edizione del 2025, la LAFCA ha eletto Una battaglia dopo l’altra miglior film dell’anno, mentre nelle categorie attoriali spicca il premio a Rose Byrne per If I Had Legs I’d Kick You, che fa aumentare ulteriormente le quotazioni Oscar dell’attrice e che attualmente la pone come favorita indiscussa. A Paul Thomas Anderson il premio per la miglior regia, mentre Jafar Panahi si deve accontentare “solamente” del riconoscimento per la miglior sceneggiatura, in quanto è stato sconfitto da L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho nella categoria “Miglior film in lingua straniera”.
Di seguito, trovate tutti i vincitori:
Miglior film: Una battaglia dopo l’altra (Warner Bros.)
Runner-up: L’agente segreto (Neon)
Miglior regia: Paul Thomas Anderson, Una battaglia dopo l’altra
Runner-up: Ryan Coogler, Sinners
Miglior interprete protagonista: Rose Byrne, If I Had Legs I’d Kick You e Ethan Hawke, Blue Moon.
Runners-up: Timothée Chalamet, Marty Supreme e Wagner Moura, L’agente segreto
Miglior interprete non protagonista: Stellan Skarsgård, Sentimental Value e Teyana Taylor, Una battaglia dopo l’altra
Runners-up: Inga Ibsdotter Lilleaas, Sentimental Value e Andrew Scott, Blue Moon
Miglior Sceneggiatura: Un semplice incidente — Jafar Panahi
Runner-up: Sorry, Baby — Eva Victor
Miglior film d’animazione: La piccola Amélie o il personaggio della pioggia (GKids)
Runner-up: KPop Demon Hunters (Netflix)
Miglior fotografia: Train Dreams — Adolpho Veloso
Runner-up: Sinners — Autumn Durald Arkapaw
Miglior montaggio: Marty Supreme — Ronald Bronstein e Josh Safdie
Runner-up: Una battaglia dopo l’altra — Andy Jurgensen
Miglior scenografia: Sinners — Hannah Beachler
Runner-up: Frankenstein — Tamara Deverell
Miglior colonna sonora: Sirāt — Kangding Ray
Runner-up: Sinners — Ludwig Göransson
Miglior film in lingua straniera: L’agente segreto (Neon)
Runner-up: Un semplice incidente (Neon)
Miglior documentario: My Undesirable Friends: Part 1 — Last Air in Moscow (Marminchilla)
Runner-up: The Perfect Neighbor – La vicina perfetta (Netflix)