La Sezione 26 del Tribunale Rivoluzionario di Teheran ha ufficialmente confermato la condanna a un anno di reclusione per Jafar Panahi, il celebre regista sessantacinquenne e vincitore della Palma d’Oro al Festival di Cannes 2025 con il lungometraggio Un semplice incidente. Come annunciato in conferenza stampa dall’avvocato difensore Mostafa Nili e riportato dai media locali, il primo ricorso presentato dalla difesa è stato formalmente respinto.
La sentenza, emessa originariamente in contumacia lo scorso dicembre e appellabile presso la Corte provinciale entro venti giorni dalla notifica, prevede non solo il carcere, ma anche un divieto di viaggio all’estero e l’interdizione per due anni dall’appartenenza a partiti e associazioni socio-politiche: la condanna arriva per diffusione di propaganda contro la Repubblica Islamica, con l’atto d’accusa firmato dal giudice Iman Afshari, che punisce la realizzazione del suo ultimo film clandestino, l’esplicito supporto ai prigionieri politici e l’adesione morale al movimento “Donna, Vita, Libertà”, esploso nel 2022 in seguito alla morte in custodia di Mahsa Amini.
Non è la prima volta che ciò accade per il regista iraniano: Panahi ha alle spalle un trascorso carcerario con detenzioni nel 2010 e tra il 2022 e il 2023, quest’ultima interrotta solo in seguito a uno sciopero della fame. Nonostante la condanna pendente, Panahi ha scelto di rientrare in patria il 30 marzo, rifiutando asilo politico in Francia, il paese che ha candidato agli Oscar il suo ultimo film Un semplice incidente.