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Golden Globes 2026: i principali film, registi e attori snobbati

Golden Globes 2026: i principali film, registi e attori snobbati Golden Globes 2026: i principali film, registi e attori snobbati

Le nomination ai Golden Globes 2026 hanno confermato una tendenza che nella stagione a premi di quest’anno è piuttosto salda, soprattutto per film come Una battaglia dopo l’altra e Sentimental Value, che dominano in termini di candidature totali; come in occasione di ogni anno, però, non mancano le sorprese sia in positivo che in negativo, con diversi attori, registi e addirittura film che mancano dalle categorie più discusse. Pur se in una logica di manifestazione cinematografica e televisiva che effettua nomination per motivi che (talvolta) esulano dalla pretesa di qualità oggettiva, è interessante notare chi manca e quali sono gli snobbati fondamentali ai Golden Globes 2026.

Avatar: Fuoco e Cenere e James Cameron

La tendenza è piuttosto simile a quella degli ultimi anni e che ha interessato anche Avatar: La via dell’acqua, che aveva visto già ridotto il numero totale delle nomination nelle manifestazioni a premi; con Avatar: Fuoco e Cenere la discrepanza rispetto all’incetta di nomination del primo film diventa ancor più marcata, e in questo caso Fire and Ash manca sia dalla categoria di miglior film drammatico (dove in genere è stato comunque presente), sia da quella di miglior regista, soprattutto in un’annata in cui di registi potenzialmente candidabili ce n’erano numerosi.

Wicked: For Good

A proposito della categoria di miglior film, in questo caso commedia o musicale, è sicuramente molto strano notare l’assenza di Wicked: For Good, il film che chiude il dittico musical diretto da Jon M. Chu, con Cynthia Erivo e Ariana Grande protagoniste. Se la prima ha fatto la storia, per aver essere la prima attrice nera nella storia a essere nominata per due volte consecutive come miglior attrice protagonista, il film manca il nuovo appuntamento con la categoria di miglior film commedia o musicale.

Kathryn Bigelow

Il suo House of Dynamite, presentato in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2025, ha convinto la maggior parte degli addetti ai lavori nel contesto festivaliero, ma successivamente ha iniziato a sgonfiarsi in termini di pareri e anche di effettivo pubblico, con l’arrivo in streaming su Netflix che non ha di certo giovato al thriller politico di Kathryn Bigelow. La sua assenza nella categoria di miglior regista era sicuramente attesa, considerando la folta annata, ma fa sempre strano notare come un nome così storico per le principali manifestazioni cinematografiche sia assente anche dai Globes.

Gwyneth Paltrow

Sia The Smashing Machine che Marty Supreme sono presenti ai Golden Globes 2026, a dimostrazione del grande progetto della A24 che ha deciso di puntare sui due fratelli Safdie, seppur separati in questi progetti; Marty Supreme sembra godere di un responso migliore da parte di critica e responso alle anteprime, ma inspiegabilmente manca Gwyneth Paltrow dalla categoria di miglior attrice non protagonista, nonostante una narrativa (il ritorno sullo schermo con un ruolo di grande valore, a distanza di diversi anni) che poteva sembrare piuttosto favorevole.

The Last of Us

Probabilmente sarebbe stato più sorprendente trovarlo candidato tra le serie TV drammatiche, ma l’assenza della seconda stagione di The Last of Us è comunque degna di nota; per il prodotto di punta di HBO si tratta di un disastro, rispetto alle numerose vittorie ottenute per la prima (ottima) stagione. Nel 2025 la storia è completamente diversa, con la stagione che ha deluso fan e addetti ai lavori, provocando – pare – anche un allontanamento di Neil Druckmann dal mondo televisivo, per dedicarsi alla sua nuova IP.

Sydney Sweeney

Altra assenza che avrebbe sorpreso di più in caso opposto, ma che fa comunque rumore: quello di Sydney Sweeney in Christy doveva essere il ruolo del lancio definitivo dell’attrice di Euphoria, che spesso coincide con un biopic e con una trasformazione fisica; a nulla sono valsi i chili in più e l’impegno nei panni di una wrestler, per l’attrice che subisce anche il marketing scellerato (e il consequenziale flop) del film.

Katherine LaNasa

The Pitt è sicuramente una delle serie televisive dell’anno e agli Emmy era giustamente arrivato un plebiscito di vittorie, soprattutto nei confronti di altre serie TV ben più note, tra cui The White Lotus. Nel confronto tra le principali attrici di entrambe le serie, ad avere la meglio è stata la già premiata ai Golden Globes, che fa valere un semplice criterio di anzianità candidando una sola tra le numerose attrici di The Pitt; ciò ha comportato, tra le altre, l’esclusione di Katherine LaNasa nonostante la sua grande prova.

Quinta Brunson

Abbott Elementary è stata una delle serie mattatrici negli anni ai Golden Globes, e Quinta Brunson è stata uno dei volti di punta nel mercato della manifestazione a premi, con la vittoria nel 2023 e con la presenza nella categoria che sembrava essere praticamente scontata. Tuttavia, quasi a dare il segnale di un prodotto in fase di declino, l’attrice non è stata candidata nella sua categoria, cedendo per la prima volta il passo nella storia della serie.

Ben Shapiro

Si conclude con una categoria piuttosto recente, ma che nel mercato contemporaneo merita comunque considerazione: quella di miglior podcast. Il nome è dei più riconoscibili, la campagna promozionale non è stata banale e almeno una candidatura sembrava essere cosa da poco per Ben Shapiro, considerando anche la sua influenza in termini mediatici; eppure, il neo-nato podcaster non è stato incluso nella categoria più giovane di tutte.

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