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Ne Zha: L’ascesa del guerriero di fuoco: il blockbuster cinese dei record è una meraviglia

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Tremate tutti: il Fengshen Cinematic Universe è arrivato. Perché sì, il sequel di Ne Zha diretto da Jiao Zi è il terzo capitolo di un universo espanso che vede per protagonisti i personaggi della mitologia cinese.

Liberamente tratta dal Fengshen Yianyi (un testo risalente al XVI secolo, che reinventa in chiave fantasy le origini dei sovrani e dei guerrieri della Dinastia Shang), la saga di Ne Zha ha reso figure pop tra i giovanissimi i demoni e le creature sovrannaturali (tra cui dragoni e divinità immortali) della letteratura fantastica cinese.

L’impatto culturale della saga si è tradotto immediatamente in incassi domestici da capogiro: il primo Ne Zha (2019) ha totalizzato 719 milioni di dollari nel solo mercato cinese; Ne Zha: L’ascesa del guerriero di fuoco ha invece guadagnato 1.8 miliardi nel Paese di Mezzo, diventando il primo film della storia del cinema ad aver raggiunto il miliardo di dollari di incasso nel proprio paese di produzione.

Si tratta inoltre del quinto maggiore incasso della storia (potrebbe diventare il quarto di sempre qualora riuscisse a guadagnare “soltanto” altri 40 milioni, superando Titanic), il primo se consideriamo i soli lungometraggi animati, primato precedentemente detenuto da Inside Out 2 (1.698 miliardi).

All’annuncio della imminente distribuzione italiana dell’opera (grazie a Minerva Pictures), si è destata una certa curiosità, non avendo avuto l’opportunità di vedere in sala nel 2019 il primo capitolo.

La realtà dei fatti è che Ne Zha 2 è una meraviglia assoluta, uno dei titoli must-see del 2025. Il primo aspetto interessante da mettere sotto la lente di ingrandimento è quello legato agli elementi western frienldy che caratterizzavano il primo capitolo.

Qualora doveste essere neofiti della saga, sappiate che il Ne Zha originale è una rilettura (molto puerile) in chiave nazionale (per la Cina) delle opere Dreamworks. In poche parole, l’equazione che deriva da questa coesione, vede personaggi, simboli e paesaggi della Cina medioevale filtrati attraverso uno stile d’animazione e una narrativa sostanzialmente hollywoodiana. Da un punto di vista storico, il motivo sembra anche scontato: nel periodo pre-pandemico, i rapporti commerciali tra Hollywood e il pubblico cinese erano solidissimi, basti pensare ai numeri da record che in quegli anni film come Avengers: Endgame e Venom avevano registrato.

Oggi, per ragioni che esulano dal mercato cinematografico, quel rapporto è compromesso.

Dunque, il sequel (pur rimanendo accessibile al pubblico occidentale) si concentra maggiormente sull’esplorazione dei paesaggi, dei mondi e in assoluto della mitologia cinese, senza che il vituperato “filtro hollywoodiano” interferisca. Ne Zha 2 rappresenta una vittoria assoluta per l’industria cinese, proprio in virtù di questa questione: Jiao Zi ha confezionato un’opera ben più matura rispetto al capitolo precedente, realizzando un blockbuster fantasy di caratura internazionale, cha applica a un comparto tecnico stratosferico, una narrazione orgogliosamente nazionale. Da non confondere con una narrazione dedita alla propaganda delle visioni care al sistema repressivo del proprio regime.

È un po’ come la versione perfezionata di quei film europei che cercano di rimanere fedeli ai propri costumi, assumendo però le sembianze formali e produttive del cinema americano (I moschettieri del re, Fraks Out, per intenderci). Ne Zha 2 è, scolasticamente parlando, un progetto animato figlio dell’animazione statunitense per cause di forza maggiore (banalmente, poiché l’unica al mondo, oltre a quella cinese, a poter bruciare centinaia di milioni di dollari di budget su questo medium). E, nella sua resa tecnica, riesce a toccare vette qualitative, su un piano della frenesia virtuosa e cromatica, analoghe a quelle di gioielli assoluti del cinema americano recente, come Spider-Man – Un nuovo universo e Spider-Man – Across the Spider-Verse.

Su un piano narrativo, l’eccezionalità del prodotto, sta nei sottotesti ideologici progressisti (alla faccia della fantomatica “censura cinese”), siccome Ne Zha 2 è un film sulla coesistenza nello stesso corpo di due accezioni del “maschile” differenti e divergenti.

Le due voci che comandano alternativamente il corpo del piccolo Ne Zha ne cambiano i connotati estetici (quando a controllarlo è lo spirito di Ao Bing, il suo volto diventa più femminile; passando poi da una voce – nella versione italiana – femminile a una maschile), oltre a rendere la versione rozza e infantile (controllata dallo spirito demoniaco di Ne Zha) inefficiente – poiché repressa – mentre quella matura e aggraziata (Ao Bing appunto) risulta risolutiva e misurata.

Torna ancora una volta (dopo The Substance e The Ugly Stepsister) una dinamica in cui il protagonista di un film di fantasia può personalizzare il proprio corpo, ricercando uno standard estetico. La ricerca dell’identità è ciò che muove ogni elemento, nello splendido film di Jiao Zi. Fino ad arrivare al punto da raccontare di una “lotta invisibile” tra due fazioni: quella dei demoni (pacifici animali antropomorfi, non necessariamente soggetti alle forze del male per come li concepiamo in occidente) e quella degli stregoni immortali, che si definiscono membri di una “setta”.

Fondamentalmente, questo ambizioso sequel, racconta del rapporto di sudditanza e accondiscendenza che il mondo contemporaneo ha instaurato con i regimi fascisti. La setta degli immortali sottomette e deporta i demoni per, citando testualmente il film, “purificarli” e “portarli sulla retta via”. La setta inoltre impone implicitamente a Ne Zha di distruggere il proprio corpo e rimuovere “l’altra voce” che lo alberga, oltre a smantellare l’equilibrio che vige tra gli elementi naturali e tra i due uomini che convivono nel corpo del protagonista.

Il medico dovrebbe in ogni caso prescrivere a tutti voi la visione in sala di Ne Zha – L’ascesa del guerriero di fuoco, per rimanere sconcertati dinanzi alle spettacolari battaglie: carnevali di esplosioni, colori e trasformazioni, costanti e variegati. Insomma, tutto quello di cui un fantasy ad alto budget dovrebbe preoccuparsi.

Voto:
4.0 out of 5.0 stars

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