The Brutalist era stato una rivelazione fin dalla sua presentazione in anteprima alla Mostra del Cinema di Venezia 2024, quando era stato accolto con sgomento da parte del pubblico in virtù della sua durata monstre di 3 ore e 50 minuti, con annesso un intermission di 15. Adesso, il regista è pronto a tornare dietro la macchina da presa e, di recente, aveva parlato della possibilità di girare nel primo trimestre del 2026 il suo nuovo film, un horror-western ambientato negli anni ’70 che affronta il tema dell’immigrazione, a partire dalla Cina; per ora, non abbiamo numerose informazioni riguardo al film, che si trova ancora in una fase di sperimentazione, ma il regista si è sbottonato molto a proposito di ciò che potremmo vedere.
Uno dei primi dettagli è sicuramente molto rilevanti riguarda la sua durata: a quanto pare, Brady Corbet non vuol saperne di scendere sotto la durata di 3 ore e 30 minuti per una sua pellicola e anche il suo prossimo film dovrebbe avere una durata più o meno simile a The Brutalist, per riflettere al meglio la libertà creativa che il regista vuole ottenere per le sue produzioni. In tal senso, ha dichiarato:
Per rendere un film tuo, devi essere assolutamente intransigente su alcuni pilastri del progetto. Te ne andrai se quei pilastri non vengono eretti e mantenuti. Ad esempio, per la durata di “The Brutalist” – e anche per il mio prossimo progetto – il tempo è un ingrediente cruciale. Questi sono melodrammi, e se li comprimi in due ore per accontentare uno studio, l’esperienza diventa inverosimile.
Relativamente al comparto tecnico e narrativo del film, Corbet ha spiegato che la storia dovrebbe estendersi più o meno su un arco di 150 anni, svolgendosi principalmente negli anni ’70 ed essendo realizzata con cineprese da 65 mm a otto perforazioni, con l’ispirazione del film che il regista ha ottenuto vedendo Non aprite quella porta; insomma, con la produzione che si protrarrà almeno fino all’estate del 2026, l’attesa sarà sicuramente elevata ma, in virtù dei precedenti lavori del regista, possiamo dire che ne varrà la pena.