Benvenuta a Diagon Alley, Warner Bros.!
Era il 1997 quando il produttore di Warner Bros. David Hayman cominciò a cercare un libro per ragazzi da poter trasporre in un film di successo. All’inizio si optò per Il castello magico (di Diane Wayne Jones), successivamente adattato Hayao Miyazaki con il titolo internazionale Il castello errante di Howl. L’affare non andò a buon fine e a quel punto alcuni membri del suo staff gli consigliarono il libro di J.K. Rowling, che stava rapidamente scalando tutte le classifiche del Regno Unito.
Dopo un periodo di riluttanza Heyman lesse il libro e rimase estasiato, soprattutto immaginando il potenziale cinematografico che poteva avere l’opera. Propose l’idea alla Warner, che nel 1999 acquisì i diritti per i primi 4 libri della saga per la cifra record di un milione di sterline. Per la regia venne preso in considerazione Steven Spielberg. Il regista aveva un’idea molto precisa su come avrebbe adattato i film: nella sua testa prendeva sempre più forma l’idea di un film d’animazione, che avrebbe unito molti elementi anche dei libri successivi a La pietra filosofale. Ma successivamente Spielberg si tirò indietro per girare uno dei suoi progetti della vita, A.I. Intelligenza artificiale, tratto da un soggetto mai realizzato dal suo amico e maestro Stanley Kubrick.
Altri registi vennero presi in considerazione, tra cui M.Night Shyamalan e Mike Newell, che avrebbe successivamente diretto l’adattamento del 4° capitolo della saga (Harry Potter e il calice di fuoco). Alla fine, scelsero Chris Columbus, anche in virtù dell’amicizia che lo legava a Spielberg (che lo aveva suggerito ad Hayman in sua sostituzione) dopo che si era presentato per ultimo ai provini, portando con sé ben 130 pagine di bozza del copione e parlando per più di 45 minuti spiegando a menadito ogni dettaglio di come avrebbe realizzato il film. La scelta si rivelò più che azzeccata, tenendo conto soprattutto del suo curriculum, che all’epoca vantava due cult per famiglie come Mamma ho perso l’aereo (1990) e Mrs. Doubtfire (1993).
Columbus aveva già inquadrato il tono dell’opera: in primis, ipotizzò che le scene ambientate nel “mondo dei babbani” dovessero risultare scialbe, noiose e raccapriccianti; mentre quelle nel mondo magico colorate, vitali, ricche di dettagli e riferimenti nascosti. Includendo anche curiosità e interesse per ciò che si nasconde dietro il mondo magico.
Un casting storico
La Rowling desiderava che il cast fosse inglese o irlandese, salvo per i personaggi stranieri. Robby Coltrane (1950-2022) è stato l’unico attore a essere scelto dall’autrice, perché, sin da subito vide in lui l’interprete del gigante buono della saga. Richard Harris (1930-2002) venne scelto come Silente, preside di Hogwarts, mentre Dame Maggie Smith (1934-2024) per la professoressa Minerva McGranitt e Alan Rickman (1946-2016) per il professor Severus Piton: Rickman era l’unico membro del cast che conosceva in anticipo il destino del suo personaggio lungo la durata della saga, in modo da poter interpretare perfezionare la sua interpretazione di un personaggio intellegibile come pochi.
Mancavano all’appello i tre attori-bambini protagonisti. Columbus una sera stava guardando un adattamento televisivo del David Copperfield di Charles Dickens targato BBC e rimase molto impressionato nell’ammirare un giovane attore. Quel bambino era Daniel Radcliffe (classe 1989) e secondo il regista sembrava perfetto per interpretare il giovane Harry. Purtroppo però non ebbe riscontro positivo da parte di Daniel perché i genitori non volevano metterlo al centro di una produzione così grande che gli avrebbe sottratto molti anni.
A quel punto Tom Felton (1987) venne preso in considerazione per il ruolo del protagonista, ma durante il suo provino, si decise di fargli interpretare Draco Malfoy, giovane rivale di Harry. Mancavano solo 2 mesi all’inizio delle riprese ed Heyman era estremamente preoccupato perché la produzione era ancora senza il suo Harry.
Una sera il produttore andò a teatro insieme allo sceneggiatore Steve Claws e incontrò il suo amico Alan Radcliffe che aveva portato con sé suo figlio Daniel. Anche Heyman, proprio come Columbus vedendo il piccolo in televisione, rimase sbalordito della somiglianza con Harry. Così, il giorno dopo il produttore contattò immediatamente l’amico Alan chiedendogli di poter provinare suo figlio e al secondo tentativo, l padre accettò al netto della riluttanza iniziale. Fu così che alla fine dell’agosto del 2000 venne annunciato che il casting del trio di protagonisti era stato completato.
Insieme a Daniel Radcliffe cerano due attori senza esperienza, Rupert Grint come Ron Weasley (1988) ed Emma Watson come Hermione Granger (1990). Nonostante l’amatorialità degli attori, Chris Columbus riuscì a ottenere il massimo dalle loro performance. Al punto da riuscire a caratterizzarli non solo attraverso i valori della casata che rappresentano (Grifondoro), ma anche le altre tre, in un certo senso: l’immensa conoscenza di Hermione, può essere associata a Corvonero; Ron invece incarna la lealtà profonda, l’amicizia e il forte senso di giustizia ed equità anche in momenti di crisi: Tassorosso; Infine Harry sarebbe potuto essere un Serpeverde perché possedeva molte doti apprezzate da questa casata, come astuzia, intraprendenza e forte desiderio di rivalsa.
Le riprese
Per preservare la fedeltà alle opere letterarie, la figurò come sceneggiatrice del film Rowling, sebbene al tempo stesse scrivendo il quarto libro della serie. Le riprese iniziarono il 29 settembre del 2000 e la prima scena girata fu quella finale, dove si provò a essere il più fedeli possibile all’aspetto dei protagonisti per come descritti dalla Rowling. Ad esempio, il giovane Daniel indossava delle lenti a contatto che però furono rimosse nelle successive riprese perché scatenavano all’attore una forte allergia. Daniel, al netto della poca esperienza, riuscì a interpretare con convinzione un povero ragazzino vittima di soprusi. Infatti, in quasi tutte le scene (nel primo atto del film) Harry ha a che fare con la famiglia Dursley, i perfidi zii vengono inquadrati dal basso verso l’alto, per ribadire attraverso la regia quanto il piccolo si senta inferiore e succube degli adulti. Oltre a farci notare il senso di impotenza del ragazzino che per tutta la vita è stato vittima di una famiglia che lo ha bullizzato. Questo tipo di composizione verrà utilizzato anche quando Harry avrà a che fare con il professor Piton a Hogwarts. Columbus riesce magnificamente a evidenziare gli elementi magici della storia, sin dal momento in cui Hagrid entra in scena all’inizio del film e soprattutto quando ci viene mostrata per la prima volta Diagon Alley nel pieno splendore dei colori e della stravaganza del posto.
Questa strada è stata ricreata sul set dove gli sgenografi (Stuart Craig, John King, Neil Lamont, Stephenie McMillan) lavorarono molto con la prospettiva forzata, per cui la strada sembra continuare all’infinito, facendo inoltre sì che ricordasse sia una strada londinese dei primi anni 2000, ma al contempo rievocando caratteristiche architettoniche da XIX secolo. Per quanto riguarda invece la creazione dell’Hogwarts Express, il treno che conduce i giovani maghi dalla stazione di King’s Cross al castello di Silente. Come ben sappiamo, alla Rowling venne l’idea di Harry Potter mentre era in viaggio in treno. Nel libro (e successivamente anche nei film) il treno a vapore simboleggia il passaggio definitivo dal mondo babbano a quello magico. Columbus riesce a rendere Hogwarts piena di fascino e di mistero, rendendola sia credibile come luogo di apprendimento, sia come un posto magico e pieno di misteri.
Per le riprese della scuola vennero prese in considerazione varie chiese e università, per esempio, i lunghi corridoi di Hogwarts provengono dalla cattedrale di Gloucester, il Christchurch college di Oxford, l’abazia di Abby e la cattedrale di Durham. Le scene in esterna invece vengono riprese al castello di Alnwick. La sala da pranzo del Christchurch College Venne ricreata in studio (per essere l’Aula Magna di Hogwarts) in polistirolo decorato, con candele reali appese al soffitto, così da ottenere delle autentiche reazioni di stupore dai bambini in scena; Nei film successivi vennero realizzate in computer grafica, siccome le candele analogiche, sciogliendosi, facevano colare la cera sul set.
Privet Drive (la residenza babbana di Harry) invece, doveva risultare gigante, con decine di case tutte identiche. Così venne ricostruita in studio dove ricrearono varie case e poi aiutati con il green screen per dare quel senso di continuità, così da sembrare opprimenti e claustrofobici. Gestire i bambini fu un’impresa per Columbus, in primis perché essendo nel pieno della tempesta ormonale, potevano cambiare molto da un mese all’altro: la produzione non poteva perciò perdere tempo. Si optò per usufruire quattro cineprese nello stesso momento e in post-produzione montare le scene con tante giovani comparse con un ritmo vivace, considerando che i ragazzi non riuscivano mai ad essere seri nei piani d’ascolto, una volta finita la loro battuta.
Le ultime scene furono quelle del quidditch, dove venne creata un’animazione intera della partita perché si rilevò molto difficile da girare con effetti pratici, tant’è che delle due partite presenti nel libro, solo una è stata portata a schermo.
Colonna sonora
John Williams venne scelto per comporre la colonna sonora del film. Una scelta facile per Columbus perché i due avevano già lavorato insieme alla colonna dei due Mamma ho perso l’aereo. Di solito un compositore lavora alla partitura della colonna sonora avendo a disposizione le gene già finite (su grandi linee quantomeno), ma a causa dei ritardi produttivi, il maestro dovette arrangiarsi a più riprese. William richiedeva sempre le scene allungate per poter avere più materiale a cui ispirarsi, rivelandosi una scelta vincente per aggirare i ritardi del film.
L’eredità del giovane mago
Nonostante siano passati 25 anni dall’uscita del primo film, è incredibile come sia possibile parlare ancora oggi di questa saga. L’eredità dei libri e dei film di Harry Potter è data da milioni di lettori e spettatori che sono cresciuti in sua compagnia.
Il 25 dicembre del 2026 uscirà, sulla piattaforma streaming HBO Max, la prima serie televisiva su Harry Potter che sarà un remake dei film, promettendo molta più fedeltà ai libri, con l’intento di avvicinare le nuove generazioni al mondo fantasy.