Il giovane mago più famoso della storia torna in sala da oggi, 26 agosto, fino al 2 settembre per festeggiare il 25° anniversario di Harry Potter e la pietra filosofale, tratto dall’omonimo romanzo del 1997 di JK Rowling e uscito per la prima volta nelle sale inglesi il 16 novembre 2001.
Il fenomeno letterario
Era il 1990 quando Joanne Rowling, mentre era su un treno diretto a Manchester, ebbe l’idea per Harry Potter. Impiegò 5 anni per completare la stesura del primo volume e in totale 6 anni per sviluppare la trama dell’intera saga. Inizialmente rigettato da un primo editore, la Rowling trovò il sostegno di Christofer Little, agente rimasto entusiasta nella lettura del manoscritto. Propose il libro a varie case editrici (ben dodici) che però lo liquidarono, in quanto troppo prolisso. Dopo vari tentativi falliti, Little riuscì a convincere Barry Cunningham, direttore della Bloomsbury Publishing (casa editrice indipendente britannica) a investire nello scritto di Joanne, acquisendone i diritti di distribuzione. Alla scrittrice vennero offerte 1500 sterline, circa 6500 dollari di oggi.
Giorni prima della pubblicazione, Christofer Little spinse l’autrice di adottare uno pseudonimo e non firmarsi come Joanne Rowling. Questo perché Little sapeva che i maschi non avrebbero letto volentieri storie scritte da donne. Joanne decise dunque di adottare come secondo nome Kathleen (che era il secondo nome di sua nonna), così che J.K. Rowling risultasse ambivalente.
Fu così che il 26 giugno del 1997 Harry Potter e la pietra filosofare venne pubblicato, senza che nessuno potesse immaginare il successo che ne sarebbe derivato.
Dietro la magia
Molti elementi della saga letteraria di Harry Potter derivano direttamente dalla vita privata dell’autrice. Era il 1964 quando Peter James Rowling e Anne Volant si conobbero alla stazione di King’s Cross a Londra tra il binario 9 e il 10, da cui prese inspirazione per il binario 9 e 3\4. I due diciottenni si innamorarono e dopo nemmeno un anno diedero alla luce la loro prima figlia Joanne, nata il 31 luglio 1965, data che condividerà con stesso il protagonista della storia: Harry Potter è nato il 31 luglio1980. Durante la sua infanzia la Rowling visse a Winterbourne, fuori Bristol, rivelò che aveva fatto amicizia con due fratelli vicini di casa, i Potter.
Molti personaggi tendono a ricordare varie persone conosciute nella vita di Joanne, stesso Hermione Granger è un ritratto in chiave ironica di sé stessa da bambina, una ragazzina studiosa, insicura è innamorata della lettura e della scrittura; Severus Piton (Snape) e Albus Silente (Dumbledore) sono basati rispettivamente su un severo insegnate di chimica e dal preside della scuola superiore che la Rowling aveva frequentato. Ron Weasley è inspirato al suo migliore amico dai tempi del liceo, che spesso la andava a prendere a casa sua, con una Ford Anglia color turchese, per farle vivere qualche ora di pace. Questo perché il clima in casa Rowling non era tra i più idilliaci. A sua madre venne diagnosticato un ceppo virulento di sclerosi multipla all’età di 35 anni e le cose in casa precipitarono rapidamente. Il 30 Dicembre del 1990 Anne morì di sclerosi multipla e la perdita della madre fini nel gravare tantissimo su Joanne, condizionando anche la sua scrittura.
Negli anni successivi rivelò infatti che la creazione dello specchio delle brame riguardava proprio la morte della madre, in quanto chiaro parallelismo tra Harry, che si trova a doversi confrontare con la perdita dei genitori, e il desiderio struggente di vedere la propria famiglia nel riflesso dello specchio. L’autrice stava affrontando una crisi così profonda da cadere in una profonda depressione clinica affrontata nei suoi anni più difficili; nei romanzi rappresenterà la sua depressione con queste creature, i dissennatori, che rubano la gioia e la felicità.
Non solo vicende e personaggi, ma anche molti luoghi sono stati d’ispirazione per la Rowling. Joanne si trasferì a Oporto, per insegnare inglese nei corsi per adulti. Una sera uscì con le sue coinquiline in un bar dove catturò l’attenzione di Jorge Arantes, studente di giornalismo. Quello che partì come semplice flirt dimostrò di poter rilevarsi di più soprattutto nello scoprire un interesse comune per Jane Austen, una delle sue autrici preferite. I due iniziarono a frequentarsi e dopo nemmeno un anno, Jorge le chiese di sposarlo e subito dopo Joanne rimase incinta per una seconda volta, dopo che aveva già perso un bambino in precedenza. Non andò tutto rose e fiori, però. Jorge si rivelò essere estremamente possessivo e geloso e voleva controllare ogni aspetto della vita della moglie. Il 27 luglio 1993 venne alla luce la sua prima figlia Jessica e successivamente raccontò che se fosse stato maschio l’avrebbe senza alcun dubbio chiamato Harry.
Nonostante la gioia per la nascita della figlia il matrimonio continuava a sfaldarsi, fino a quando nel novembre di quell’anno, in seguito a un altro litigio, Jorge trascinò Joanne fuori di casa alle 5 del mattino, lasciandola per strada e abusando fisicamente di lei. La Rowling si ritrovò sola, senza una casa in un posto sconosciuto ma soprattutto senza la sua bambina di soli 4 mesi.
Si rifugiò a casa delle sue ex coinquiline che chiamarono degli amici poliziotti e il mattino seguente si presentarono a casa del marito per farle riavere la piccola Jessica. Dopo continui perseguimenti da parte del marito a dicembre Joanne prese le poche cose che possedeva, la figlia e i manoscritti dei primi tre capitoli di Harry Potter, li mise al sicuro tornò nel Regno Unito. Scelse Edimburgo per avere il sostegno della sorella e suo cognato. Oltre a finire di scrivere il primo libro nel pub The Elephant House, la capitale scozzese si rivelò di grande inspirazione per la Rowling. La Victoria street è una strada coloratissima dove sono presenti vari diversi negozi, spunto per Diagon Alley. Il cimitero di Greyfriars è diventato famoso per aver ispirato l’autrice per alcuni nomi dei personaggi della saga, tra i nomi che risaltavano tra le tombe ci sono Thomas Riddell, McGonagall (la professoressa McGranitt nella versione italiana), Moodie per il nome di Malocchio. Oltre i nomi è stato d’ispirazione per il cimitero di Godric’s Hollow dove nei romanzi sono seppelliti i genitori di Harry. Dean Village, un quartiere leggermente fuori dalla città è stato spunto per la creazione di Hogsmade, il villaggio dei maghi.
La scuola di magia e stregoneria di Hogwarts prende d’ispirazione dalla Divinity School, l’università di teologia di Edimburgo mentre il castello di Edimburgo ha dato spunto per la sua posizione arroccata e il suo aspetto. Ai pedi del castello c’era il Nor Loch, che era una palude dove venivano fatte annegare le donne accusate di stregoneria, si dice che la scrittrice abbia preso spunto da quel luogo per il Lago nero ai piedi di Hogwarts. Il sistema educativo della scuola prende spunto dalla tradizione dei college britannici. Per esempio, il sistema che prevede la divisione in casate (Grifondono, Serpeverde, etc.) è una tradizione reale britannica creata per gestire gli studenti e stimolare una sana competizione sportiva e accademica; l’assegnazione o la sottrazione di punti, la presenza di un caposcuola e dei prefetti a cui è affidata la disciplina sono vere dinamiche scolastiche diffuse in varie scuole come Eton o Harrow.
Anche i temi presenti nei libri e nei film prendono spunto da vari avvenimenti storici. La saga di Harry Potter, infatti, presenta forti richiami storici e politici, tra quelli più evidenti c’è l’ascesa al nazismo. L’autrice ha dichiarato che l’ascesa di Voldemort e dei mangiamorte si ispirano ai regimi totalitari del Novecento. Voldemort incarna il capo supremo che sfrutta il terrore e la persuasione per imporre il proprio ideale di sangue puro e con i suoi fedeli, i mangiamorte invece, sono ossessionati dai nati babbani e dai mezzosangue ricalcando così l’idea della razza ariana e dell’antisemitismo nazista.
La pietra filosofale
J.K. Rowling scelse la pietra filosofale come fulcro per il primo libro poiché rappresenta il simbolo perfetto per rappresentare il desiderio immortalità e ricchezza, bramato da Voldemort per raggiungere l’immortalità. Nel mito classico la pietra filosofale è una leggendaria sostanza simbolo dell’alchimia, capace di risanare la corruzione della materia. Era capace di tre proprietà straordinarie: trasformare i metalli in oro, produrre l’elisir di lunga vita; far acquistare l’onniscienza, ovvero l’assoluta conoscenza del passato e del futuro, del bene e del male, secondo un’accezione che contribuisce a spiegare l’attributo di filosofare; la possibilità di trasformare in oro i metalli, fattore che porterà all’avidità popolare.