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That’s all, Folks! Si concretizza la fusione Warner-Paramount: nasce Skydance

Adesso è ufficiale, a dieci mesi dall’annuncio della cessione di Warner Bros. e i brand a lei associati a Netflix, la trattativa più estenuante e decisiva della storia della nostra industria volge al termine: David Ellison, forte del sostegno del governo degli Stati Uniti, oltre che dallo strapotere economico esercitato da suo padre Larry, fondatore del colosso informatico Oracle, ha chiuso l’accordo che sancisce de facto la fine di un’era per il cinema americano. Due delle Cinque Sorelle della Hollywood Classica sono per la prima volta sotto lo stesso cielo, per propinare un atroce gioco di parole: quello del gruppo Skydance Media, fondato da Ellison nel 2006.

Dopo aver collaborato con Paramount dal 2009 al 2025 nella produzione di film animati e in live action, il gruppo editoriale ha acquistato la major nell’agosto della scorsa estate, quando Ellison ha acquistato per 8 miliardi di dollari National Amusements, che deteneva le quote di maggioranza sul gruppo Paramount Global. Appena 14 mesi dopo, il gruppo Skydance ha annesso i palinsesti Warner Bros. ed HBO, portando forse al collasso il sistema major per come lo abbiamo inteso nel primo secolo di Storia del Cinema. In seguito all’ufficializzazione del merger, Ellison ha annunciato che il gruppo comprendente Paramount, Warner, CNN ed HBO verrà ribattezzato Skydance. A questo punto, il gruppo Skydance ambirà a elevarsi al livello di Disney, Amazon e Netflix come colosso tech, con il rischio sempre più concreto che l’acquisizione sia stata foraggiata dal governo Trump, con il quale Ellison e soci hanno avuto più e più volte dialoghi chiaritivi per andare incontro alle richieste del presidente americano, da sempre schierato contro le “fake news” che la CNN (facente parte del gruppo Paramount) da sempre diffonde sul suo conto. In sintesi, l’ultimo estenuante capitolo di una saga lunga ormai un decennio (quella di Trump), facendo si che il governo repubblicano abbia sempre più in pugno l’informazione pubblica e privata, già forte dei sodalizi con Meta, Amazon, Netflix, Microsoft ed Apple.

L’accordo che consegna le chiavi di casa Warner al nuovo CEO (ricordiamolo, il nepo-baby più invidiato di Hollywood ha soltanto 43 anni) per 110 miliardi di dollari arriva dopo che a luglio i procuratori generali di 12 stati avevano intentato una causa contro Paramount.

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