Il 2 settembre 2026 Willy il Coyote, Beep Beep e tutta la banda dei Looney Tunes torneranno finalmente al cinema con un nuovo film: Coyote vs Acme, ispirato all’omonimo articolo del 1990 di Ian Frazier, pubblicato sul New Yorker.
Una caccia senza fine
Nel film, Willy il Coyote intenta una causa nei confronti di Acme Corporation per tutti i danni e gli incidenti causati dai loro improbabili prodotti, impiegati nel vano tentativo di catturare Beep Beep – una caccia iniziata quasi 80 anni fa.
Era il 17 settembre 1949 quando nei cinematografi uscì Fast and Furry-ous (Veloce e furioso), il primo cortometraggio dedicato a questi due nuovi personaggi della serie Looney Tunes e Merrie Melodies, ideati da Chuck Jones (1912-2002) e dallo sceneggiatore Michael Maltese (1908-1981) per Warner Bros. Cartoons un anno prima. Originariamente, la serie fu concepita per parodizzare alcuni personaggi dei cartoni animati di genere “inseguimento e caccia” come i Tom e Jerry di Hanna-Barbera.
Jones e Maltese basarono l’aspetto di Willy il Coyote sulla rappresentazione dell’animale nel libro In cerca di guai (Roughing It) di Mark Twain, edito nel 1872 e in cui il coyote viene descritto come una creatura affamata, disperata e perennemente affaticata; l’aspetto finale di Willy venne poi modellato dall’animatore Jones Ken Harris (1898-1982).
Il nome del personaggio in inglese è Wile E. Coyote (si legge “Wily Coyote”) e si spiega con un gioco di parole in lingua madre: “wily” significa “astuto” o “scaltro”, tipiche caratteristiche del coyote. La “E.”, invece, starebbe per “Ethelbert”, secondo alcune storie dei fumetti classici come The Greatest of E’s (dall’albo Beep Beep the Road Runner #53, edito nel 1975 da Gold Key).
Per quanto riguarda Beep Beep, il celebre velocista è ispirato a un uccello americano (spesso erroneamente confuso con uno struzzo), un road runner (da qui il nome originale del personaggio) noto perché capace di correre ben oltre i 40 chilometri orari. Il verso che l’ha reso famoso, invece, trae ispirazione da un episodio reale. L’animatore e sound designer Paul Julian (1914-1995) faceva un verso – “beep beep“, appunto – con la bocca, imitando il clacson di una macchina per avvisare i colleghi quando camminava nei corridoi per evitare di scontrarsi con qualcuno quando correva da una parte all’altra degli studi, carico di materiale di lavoro. Divertito dal suono, Mike Maltese suggerì di farlo pronunciare all’uccello quand’era in procinto di incontrare il coyote. Chuck Jones approvò l’idea e fece registrare il verso a Julian.
Successivamente, il regista affermò, nella sua autobiografia Chuck Amuck: The Life and Times of an Animated Cartoonist, pubblicata nel 1999, che nella realizzazione delle storie di Willy il Coyote e Beep Beep lui e gli altri artisti coinvolti dovevano seguire dogmaticamente nove regole fondamentali:
- Beep Beep non può danneggiare il Coyote senza prima emettere il suo inconfondibile verso.
- Nessuna forza esterna può danneggiare il Coyote, se non la sua inettitudine o il malfunzionamento dei prodotti Acme.
- Il Coyote potrebbe fermarsi quando vuole, se solo non fosse un fanatico.
- Nei corti non è prevista alcuna linea di dialogo, eccezion fatta per il verso “beep beep”.
- Beep Beep deve restare sulla strada, altrimenti non potrebbe chiamarsi Roadrunner.
- L’azione deve essere confinata nell’habitat naturale dei due personaggi: il deserto del Sud-ovest degli Stati Uniti d’America.
- Tutti i materiali, congegni e apparecchi meccanici devono provenire da Acme Corporation.
- Quando possibile, la gravità deve essere il più grande nemico di Willy.
- I fallimenti del Coyote devono essere più umilianti che dannosi per il personaggio.
Sebbene queste regole siano applicate a gran parte dei corti della serie, molte di loro sono state infrante in diverse occasioni. In un’intervista per la scrittura del libro Hollywood Cartoons: American Animation in its Golden Age, edito nel 1999, Michael Maltese, che lavorò a lungo con Jones alla serie, disse di non aver mai sentito parlare delle regole, probabilmente inventate da Jones solo successivamente.
Acme Corporation
La Acme Corporation, comunemente nota solo come Acme, è un’azienda immaginaria dell’universo dei Looney Tunes. Il nome deriva dal greco antico akmè, traducibile con “eccellenza”, caratteristica che sarà spesso oggetto di parodia nella serie di corti, fumetti e film sui Looney Tunes, dato che l’azienda fittizia è famosa per i malfunzionamenti dei suoi prodotti.
Acme compare per la prima volta nel 1935 nel corto Buddy’s Bug Hunt e da allora è presente in quasi tutti i film della serie, anche se gli episodi più celebri che la vedono protagonista restano quelli che coinvolgono i coyote e il road runner, in cui il primo utilizza i vari congegni prodotti dall’azienda per provare a catturare il secondo, rivelandosi puntualmente dei fallimenti.
La cancellazione di Coyote vs. ACME
Nell’agosto del 2018 Warner Bros. Pictures annuncia lo sviluppo di un film su Willy il Coyote dal titolo Coyote vs. Acme e appena un anno e mezzo dopo, nel dicembre del 2019, Dave Green viene scelto per dirigere il film, mentre Chris McKay, regista di Lego Batman – Il film (2017), è ingaggiato come produttore e Jon e Josh Silberman come sceneggiatori; il film viene realizzato in tecnica mista live-action/animazione, con effetti visivi e animazioni al computer realizzate dalla Double Negative.
Per rimanere il più fedeli possibile allo stile dei cartoni animati 2D, gli animatori 3D hanno lavorato a stretto contatto con gli artisti degli sketch in 2D, fornendo loro pose ed espressioni dei personaggi in due dimensioni da adottare come riferimenti; le animazioni tradizionali, invece, sono state sviluppate da Duncan Studio.
I primi problemi di produzione incombono già nel dicembre 2020, quando McKay lascia il progetto e i Silberman rimettono mano alla sceneggiatura assieme a James Gunn, Samy Burch e Jeremy Slater.
L’uscita della pellicola nelle sale statunitensi è inizialmente prevista per il 21 luglio 2023 su distribuzione Warner Bros., ma nell’aprile del 2022 lo studio sostituisce Coyote vs. Acme con Barbie, rimandando la sua uscita a data da destinarsi. Nel novembre 2023, Warner annuncia che il film è stato completato, dichiarando però di non essere interessata a distribuirlo, accettando di registrare una perdita fiscale di circa 30 milioni di dollari, con la troupe che è stata informata della decisione solamente a post-produzione conclusa. La scelta della major venne aspramente criticata, attirando parecchie critiche da parte di centinaia di addetti ai lavori, con alcuni filmmaker che osarono addirittura cancellare alcune riunioni con lo studio poiché indignati dalla decisione.
Il 13 novembre 2023 viene rivelato che Warner Bros. aveva ritirato la distribuzione del film per concedere la possibilità ad altri distributori di acquistarlo. Deadline riferisce che Amazon MGM Studios, Apple e Netflix erano interessati ad acquistare i diritti di distribuzione del film, mentre l’8 dicembre la testata aggiunge che Coyote vs. Acme era stato proiettato anche per altri studi, tra cui Paramount Pictures e Sony Pictures Entertainment: tra questi, solo Netflix e Paramount avevano però avanzato un’offerta.
Nel febbraio 2024, TheWrap riporta che Warner Bros. Discovery aveva rifiutato le offerte. La società di David Zaslav chiedeva 75-80 milioni di dollari e notando che nessun soggetto industriale intendeva raggiungere quella cifra, prende in considerazione l’idea di cancellare il film e di rivendicarlo nuovamente come perdita fiscale.
Di seguito, il 23 febbraio 2024, Warner Bros. Discovery subì una svalutazione di 115 milioni di dollari, pur non confermando direttamente la cancellazione del film. Questo costrinse l’azienda, nell’aprile 2024, a dover dichiarare che Coyote vs. Acme sarebbe restato disponibile per l’acquisizione, sebbene il destino del film non fosse ancora chiaro.
Alla fine, grazie al successo di critica e pubblico del film d’animazione Un’avventura spaziale – Un film dei Looney Tunes (2024), anch’esso “cestinato” da Warner e rivenduto a terzi, venne intavolato un negoziato con Ketchup Entertainment per trattare la cessione di Coyote vs. Acme su una base di 50 milioni di dollari, vedendo finalmente la luce lo scorso 28 agosto 2026 negli Stati Uniti. In Italia, il film verrà distribuito da Lucky Red nella giornata di domani, mercoledì 2 settembre.
Willy e il fanatismo umano
Chuck Jones ha spesso dichiarato che Willy il Coyote rappresenta l’essere umano. L’animale non ha veramente il bisogno di mangiare Beep Beep per sopravvivere, ma continua a inseguirlo perché ossessionato dal raggiungere il suo obiettivo. Beep Beep cessa di essere una preda e diventa un’ossessione, un pensiero fisso. Anche quando la tecnologia ACME fallisce di continuo, Willy non ne mette mai in discussione l’efficacia perché il suo fanatismo lo porterà sempre a credere che il prossimo gadget funzionerà meglio del precedente, una metafora della cieca fiducia umana nel progresso tecnico come soluzione a ogni problema. Willy, come l’essere umano in generale, non impara mai dai propri errori perché è troppo convinto della superiorità del proprio intelletto.
Willy e la Acme Corporation rappresentano, inoltre, una satira nei confronti del capitalismo industriale e del consumismo moderno. Willy compra sempre e solo i prodotti ACME perché crede fermamente che ogni nuovo gadget risolverà i suoi problemi di caccia, ma gli strumenti si rompono o esplodono regolarmente: ciò riflette un sistema economico in cui i prodotti durano poco per costringere il consumatore a effettuare sempre nuovi acquisti. Il coyote subisce l’umiliazione del fallimento nonostante il suo grande impegno e incarna alla perfezione l’essere umano moderno in burnout, dipendente da soluzioni tecnologiche che in realtà lo danneggiano.